E’ iniziata a Montecitorio la discussione del ddl sul biotestamento, che regolamenta le decisioni sul fine-vita. Nell’Aula il numero medio dei deputati presenti non e’ stato superiore a 20. Tra i punti principali in discussione, in particolare due: per depositare le proprie disposizioni ci si dovra’ rivolgere a un notaio o pubblico ufficiale, ma anche a un medico del Ssn; le volonta’ sono sempre revocabili, ognuno potra’ disporre il rifiuto dei trattamenti sanitari, incluse la nutrizione e l’idratazione artificiali. Mons. Vincenzo Paglia ha auspicato l’accordo piu’ ampio possibile in Parlamento.
“Disposizioni anticipate di trattamento” (Dat), questo il titolo del ddl sul biotestamento, composto da cinque articoli, che regolamenta le decisioni sul fine-vita, su cui oggi iniziera’ la discussione in Aula al Montecitorio. Tra i punti principali: per depositare le proprie disposizioni sul fine vita ci si dovra’ rivolgere a un notaio o pubblico ufficiale, ma sara’ possibile farlo anche davanti a un medico del Servizio sanitario nazionale; le volonta’ sono sempre revocabili ed ognuno potra’ disporre il rifiuto dei trattamenti sanitari, incluse la nutrizione e l’idratazione artificiali.
Sono almeno 400 i voti favorevoli alla proposta di legge sul testamento biologico. Sulla carta, infatti, e pallottoliere alla mano, il testo unificato che disciplina il consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento puo’ contare sul via libera di 4 diversi gruppi parlamentari, stando a quanto hanno sempre dichiarato durante l’esame in commissione e anche in vista dell’approdo in Aula. E precisamente, si tratta dei gruppi di Pd, M5S, Movimento Democratico e Progressista, Sinistra italiana, per un totale di 426 voti. Considerando la contrarieta’ e le perplessita’ di singoli parlamentari (come ad esempio alcuni deputati di area cattolica del Pd), e ipotizzando alcune assenze e defezioni tra le file dei quattro gruppi citati, i voti favorevoli – salvo sorprese, soprattutto in occasione delle votazioni a scrutinio segreto – si aggirerebbero intorno ai 400. A questi, pero’, si potrebbero aggiungere i voti di diversi deputati di Forza Italia – che assumera’ una decisione sulla linea da tenere in base all’atteggiamento del governo e della maggioranza e comunque riconoscera’ la liberta’ di coscienza – e di Area popolare, che al suo interno ha posizioni alquanto critiche ma allo stesso tempo alcuni parlamentari potrebbero dare il loro consenso.
Alcuni voti favorevoli dovrebbero arrivare anche dai gruppi di Civici e Innovatori (per Librandi ad esempio il testo rappresenta “un buon punto di equilibrio”), Scelta civica e Democrazia solidale-Centro democratico, di cui fa parte il presidente della commissione Affari sociali, Mario Marazziti, che ha annunciato nei giorni scorsi emendamenti migliorativi, soprattutto sul punto delle dichiarazioni anticipate di trattamento. Sono invece nettamente contrari al Biotestamento la Lega, che ha preannunciato battaglia in Aula, e gran parte di Area popolare. Nel calcolo dei voti per ora non sono state considerate le varie componenti del gruppo Misto, dove ad esempio siedono i deputati di Idea, schierati contro la proposta di legge, ma anche i deputati socialisti, che sono invece favorevoli. Per fare un conto piu’ preciso, inoltre, e’ necessario attendere di conoscere il numero degli emendamenti presentati (il termine e’ scaduto questa mattina) e il numero e il ‘peso’ delle modifiche che saranno accolte durante l’esame in Aula: diversi gruppi favorevoli, infatti, intendono comunque apportare dei miglioramenti al testo licenziato dalla commissione.