Superato lo scoglio del referendum e delle dimissioni di tre esponenti della squadra di governo, l’esecutivo Meloni prova a riprendere l’iniziativa politica partendo dal Parlamento. In una giornata densa di appuntamenti a Montecitorio, la maggioranza ha blindato il Decreto Bollette incassando la fiducia con 203 voti favorevoli, 117 contrari e 3 astenuti.
Il provvedimento, che ora passa al Senato per la conversione definitiva entro il 21 aprile, rappresenta la risposta immediata del governo al rincaro dei costi energetici alimentato dalle tensioni in Medio Oriente.
LE MISURE DEL DECRETO: DAI PREZZI CALMIERATI AL CARBONE Il testo approvato introduce una serie di strumenti per tutelare il sistema produttivo e le famiglie:
- Contributo straordinario: Sostegni diretti per le famiglie per l’acquisto di energia elettrica.
- Imprese: Meccanismo di contrattazione a lungo periodo per disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas, permettendo l’accesso a tariffe calmierate.
- Liquidità Gas: Stanziamento di 200 milioni di euro per contenere i prezzi all’ingrosso.
- Sicurezza Energetica: Prolungamento fino al 2038 dell’attività delle centrali a carbone e semplificazioni per l’allaccio di nuovi impianti di energia rinnovabile.
- Tutela Consumatori: Stretta contro le pratiche aggressive del telemarketing energetico e maggiore trasparenza nelle fatturazioni.
Dalle opposizioni arriva un giudizio severo: per Paola De Micheli (Pd), il decreto è “inconcludente e frutto della confusione interna alla maggioranza”. Di segno opposto il centrodestra, con Davide Bergamini (FI) che lo definisce un “intervento concreto sulle criticità di famiglie e imprese”.
L’APPUNTAMENTO DI PASQUA: MELONI IN AULA Parallelamente al voto, fonti di Palazzo Chigi hanno confermato che la Presidente del Consiglio riferirà alla Camera giovedì 9 aprile alle ore 9:00. L’informativa, che durerà circa due ore, non sarà seguita da un voto ma servirà a Giorgia Meloni per chiarire la tenuta della maggioranza e illustrare l’agenda dei prossimi mesi.
L’obiettivo della Premier è duplice: spegnere le voci di crisi dopo il risultato referendario e rivendicare la continuità dell’azione di governo, focalizzata sulla gestione delle emergenze internazionali e sul rilancio economico.