Non è solo una questione di politica estera, ma un vero e proprio scontro frontale che profuma di campagna elettorale anticipata. Giuseppe Conte è finito al centro di un attacco coordinato da parte della maggioranza, in particolare di Fratelli d’Italia, che ha messo nel mirino l’ex Premier su tre fronti: la gestione della pandemia, i rapporti con gli Stati Uniti e l’ombra delle imminenti primarie del “campo largo”.
A innescare la miccia è stato un pranzo romano tra Conte e Paolo Zampolli, emissario di Donald Trump per le Global Partnerships. Galeazzo Bignami (FdI) ha accusato il leader M5S di doppiezza, chiedendo cosa avesse da spartire con l’uomo di Trump un leader che in piazza si schiera con i movimenti pro-Pal e gli antagonisti.
La replica di Conte non si è fatta attendere: “A Zampolli ho detto: spiega a Trump che se lui è per il MAGA (Make America Great Again), io sono per il MIGA: Make Italy Great Again”. Conte ha poi ribadito la sua linea dura: nessuna concessione delle basi italiane per la guerra in Iran, definendo “illegali” le azioni statunitensi. Gelido l’affondo contro Bignami: “È uno che si diverte a indossare la divisa nazista alle feste, il Governo ha perso lucidità”.
COVID E GIUSTIZIA: “BASTA FALSITÀ” Sul fronte della pandemia, Conte ha rivendicato l’ennesimo successo giudiziario dopo l’archiviazione dell’inchiesta che coinvolgeva un collaboratore dell’ex commissario Arcuri (prosciolto già a gennaio 2025). “È ridicolo che continuino a propalare falsità sul Covid per coprire le truffe reali della Santanchè”, ha tuonato il leader stellato, respingendo i tentativi del centrodestra di riaprire il capitolo mascherine.
LA “GUERRA PREVENTIVA” PER LE PRIMARIE Negli ambienti del Movimento 5 Stelle, l’intensificarsi degli attacchi viene letto come una strategia per frenare l’ascesa di Conte nei sondaggi. Dopo la vittoria del “No” al Referendum sulla Giustizia del 22-23 marzo, il “campo largo” ha accelerato sulle primarie per la premiership del 2027. I primi rilevamenti darebbero Conte in vantaggio sulla segretaria del PD, Elly Schlein, un dato che ha messo in allarme Palazzo Chigi.
In Aula, Riccardo Ricciardi (M5S) ha bollato le accuse come frutto della “disperazione del governo”, mentre Enrico Cappelletti ha chiuso con una battuta sarcastica rivolta ai banchi della maggioranza: “Conte non ha ancora vinto le primarie, è inutile che vi scaldiate così tanto”.