Arcelor Mittal e Marcegaglia si aggiudicano l’Ilva. Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha firmato il decreto che autorizza i Commissari straordinari del Gruppo in amministrazione straordinaria a procedere alla aggiudicazione dei complessi aziendali ad Am Investco Italy, il cui capitale sociale è detenuto da ArcelorMittal Italy Holding (51%), ArcelorMittal (34%) e Marcegaglia Carbon Steel (15%). Viene quindi confermata la linea del governo, espressa chiaramente negli ultimi giorni dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda: non ci sono margini per riaprire la partita, essendo la nuova offerta concorrente di AcciaItalia arrivata sostanzialmente fuori tempo massimo. Un esito, questo, che la società ha tentato di contestare fino all’ultimo momento utile.
In una lunga lettera al ministro, la cordata ormai formalmente ridotta a Jindal e alla Delfin di Del Vecchio (con Cdp e Arvedi fuori ma pronte a rientrare in caso di vittoria) ha puntato soprattutto su tre elementi: l’offerta migliore sul piano industriale e ambientale; i tempi per riaprire la gara (bastavano, secondo la società, anche solo 15 giorni); il fattore Antitrust, con il rischio che l’aggiudicazione alla cordata guidata da Arcelor Mittal possa comportare un allungamento dei tempi. Su questo ultimo fronte, AcciaItalia ha chiesto che ad esprimersi fosse l’Avvocatura dello Stato. Ma la decisione del Mise chiude i giochi, salvo sviluppi legali sempre possibili, e mette il sigillo sull’indicazione arrivata dai commissari.
In conformità a quanto previsto dalle regole di gara, ricorda il Mise, si svolgerà immediatamente una fase negoziale in esclusiva tra i Commissari straordinari e Am Investco finalizzata ad eventuali miglioramenti dell’offerta vincolante, come previsto dalla procedura di gara. Il decreto del Ministro indica le priorità sulle quali i Commissari dovranno svolgere la negoziazione. Due gli obiettivi principali indicati. Da una parte, il “miglioramento dell’offerta sotto il profilo della tutela occupazionale, prevedendosi che il livello occupazionale riferibile complessivamente al gruppo Ilva sia costituito da almeno 10.000 unità per l’intero periodo di riferimento del piano industriale tenendo conto che l’accordo sindacale potrà ulteriormente precisare e incrementare tale obbligo”.
Dall’altra, “la definizione di clausole contrattuali idonee a garantire la piena esecuzione delle obbligazioni contrattuali, ivi comprese quelle relative all’attuazione del piano industriale e del piano ambientale e ai correlati livelli occupazionali, anche nell’ipotesi di imposizione di vincoli e limitazioni da parte della competente autorità antitrust”. Due fondamentali prescrizioni anche per il compito che resta da svolgere ai commissari, con l’amministrazione straordinaria. Sul fronte occupazione, “i lavoratori che non verranno assunti dall’acquirente rimarranno in capo all’Amministrazione Straordinaria per tutta la durata del programma e potranno essere impiegati nelle attività di bonifica e decontaminazione che saranno eseguite dalla procedura. Nessun lavoratore sarà dunque, in ogni caso, licenziato e/o lasciato privo di protezione”. Sul piano finanziario, “lo Stato, una volta perfezionata la vendita, otterrà l’integrale rimborso dei finanziamenti erogati”.