Tensione sempre alta nonostante la tregua umanitaria di 11 ore per Aleppo est voluta da Mosca e governo siriano per consentire a miliziani ‘terroristi’ di arrendersi e ai civili, in particolare i malati e i feriti, di abbandonare la zona grazie alla Mezzaluna rossa siriana e alle agenzie dell’Onu. Media russi riferiscono infatti che jihadisti del Fronte Fatah ash-Sham, ex al Nusra, minacciano di sparare ai civili che vogliano lasciare la citta’, e riferiscono di colpi contro un posto di controllo. Intanto, aerei turchi compiono raid contro milizie curde a nord della citta’ siriana, colpendo 18 obiettivi e uccidendo 200 miliziani.
Scontri tra le forze del regime siriano e i ribelli si sono registrati ad ALEPPO, tra la zona occidentale in mano a Damasco e quella orientale controllata dai ribelli. In particolare, gli scontri a fuoco si sono registrati vicino a uno dei corridoi individuati dai russi per far uscire dalla città civili, feriti e ribelli. Si tratta della prima violazione della ”tregua umanitaria” proclamata da Mosca e Damasco ed entrata ufficialmente in vigore alle 7 di questa mattina, ora locale. ”I soldati del regime hanno iniziato a usare i loro cecchini, che hanno sparato contro le zone di Bustan al-Qasr e Salaheddin, e noi abbiamo risposto al fuoco”, ha detto Yasser al Youssef del gruppo di ribelli Noureddine al Zinki citato dalla Dpa.
L’agenzia di stampa siriana Sana ha invece riferito che a sparare sono stati per primi i cecchini dei ribelli, che hanno attaccato la zona dei corridoi. Il direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, ha confermato lo scontro a fuoco.
Combattenti del fronte al Nusra stanno minacciando di sparare ai civili che cercano di uscire da Aleppo est attraverso i corridoi umanitari aperti oggi in occasione della ‘tregua umanitaria’ di 11 ore. Lo rende noto l’agenzia di stampa russa Ria Novosti citando i residenti locali. ” “Abitiamo vicino a loro. I terroristi di al Nusra minacciano di sparare contro chiunque passi dal corridoio umanitario”, avrebbe dichiarato un abitante di Aleppo all’agenzia.
Un bombardamento dell’aviazione turca ha ucciso circa 200 combattenti curdi delle Unita’ di protezione del popolo curde (Ypg, braccio armato del Pyd) una costola del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), a nord di Aleppo, in Siria. Lo riferisce lo Stato maggiore della Difesa turco attraverso un comunicato. Un numero compreso tra 160 e 200 combattenti curdi sono rimasti uccisi dai raid nell’ambito dell’operazione “Euphrates Shield”. Non e’ stato reso noto il luogo esatto del bombardamento dell’aviazione turca, che ha sganciato 26 bombe, distruggendo 18 obiettivi – tra cui 9 edifici, mezzi e depositi di armi. Secondo quanto riferisce l’agenzia stampa governativa “Anadolu”, e’ plausibile che sia avvenuto nell’area a nord di Aleppo. Nelle ultime settimane, infatti, i combattenti curdi hanno cercato di conquistare la cittadina di al Bab, a circa 37 chilometri a nord-est di Aleppo, nel tentativo di collegare due citta’ che gia’ controllano: Afrin e Manbij. Secondo quanto riferiscono fonti locali, nei giorni scorsi l’operazione dei combattenti curdi ha portato a scontri con le truppe dell’Esercito siriano libero (Free Syrian Army – Fsa) appoggiato da Ankara.
La Turchia considera le Unita’ di protezione del popolo curde (Ypg, braccio armato del Pyd – Unione democratica curda) una costola del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), inserito da Ankara, dall’Ue e dagli Stati Uniti nella lista delle organizzazioni terroristiche e, nel contesto dell’operazione “Euphrates Shield” lanciata nel nord della Siria il 24 agosto scorso, sono sempre piu’ numerosi gli attacchi delle forze di sicurezza turche contro le milizie curdo-siriane. Uno degli obiettivi non dichiarati della campagna militare turca e’ infatti quello di liberare l’area di confine tra i due paesi dalla presenza curda dopo che lo scorso marzo il Pyd ha proclamato la federazione indipendente del Rojava, entita’ regionale autonoma che riunisce i tre cantoni di Kobane, Afrin e Jazira, nel nord della Siria.