Hillary ha vinto anche l’ultimo dibattito contro Trump, secondo i sondaggi. Sono elezioni truccate e decidero’ solo al momento se accettare una sconfitta, attacca il tycoon. Denigra la democrazia Usa ed e’ il candidato piu’ pericoloso della storia, risponde la Clinton. E ancora: Putin vuole un burattino presidente, dice Hillary. Stasera i due candidati si incontrano di nuovo alla tradizionale cena di gala in programma a New York.
E’ stato l’ultimo duello prima del voto e anche stavolta i primi sondaggi della Cnn danno per vincente Hillary Clinton. Ma e’ di Donald Trump l’affermazione destinata a scatenare i commenti del giorno dopo: “Decidero’ sul momento se accettare il risultato delle elezioni” che secondo lui sono state “truccate” dalla sua rivale. A Las Vegas nessuna stretta di mano fra i due candidati alla Casa Bianca – anche se i toni sono parsi meno accesi – per un confronto incentrato su questioni care agli americani, ovvero, immigrazione, armi e aborto. Spazio pero’ anche per l’affaire Wikileaks e per i rapporti con la Russia. Il primo argomento affrontato – lei in tailleur banco, lui in completo nero e cravatta rossa – riguarda la Corte Suprema, di cui il prossimo presidente sara’ chiamato a nominare due o tre giudici.
Per Trump il loro compito e’ di difendere la “Costituzione come era intesa una volta” mentre Clinton parla del futuro del Paese. In merito al dibattito sulle armi, la candidata democratica dichiara di credere nel secondo emendamento ma anche nella necessita’ di maggiori controlli. Sull’aborto il tycoon taccia l’avversaria di essere pronta “a strappare il feto dall’utero al nono mese” e dichiara che, se eletto, nominerebbe alla Corte Suprema giudici che abolirebbero la legge che garantisce l’interruzione della gravidanza. Sull’immigrazione Clinton ha le idee chiare: introdurre entro 60 giorni una legge che porti a controlli rigidi ai confini. Affermazione che fornisce al repubblicano l’assist per attaccare il marito di Hillary ed ex presidente Usa, Bill, che in passato era della stessa opinione ma che “non ha mai realizzato il suo progetto”. Esce fuori anche il tema delle e-mail di Clinton pubblicate da Wikileaks.
L’ex segretario di Stato degli Stati Uniti punta il dito contro la Russia e contro il presidente Vladimir Putin, che avrebbero aiutato Julian Assange a diffondere le lettere. Trump chiarisce: “Il nostro Paese non ha idea di chi sia responsabile”. E proprio i rapporti con Mosca diventano oggetto di un acceso scontro. Per Hillary il tycoon e’ “un burattino di Putin”. “Non sono un burattino. Tu sei il burattino – ribatte Trump interrompendo anche il moderatore -. Non ho mai incontrato Putin, non e’ il mio migliore amico, ma a lei non piace perche’ e’ stato piu’ furbo di lei e di Obama in ogni campo. Guardate solo il Medio Oriente”. Tra gli altri scambi accesi, da menzionare quello del repubblicano – “Sei al potere da 30 anni e non hai combinato nulla di buono, perche’ dovresti farlo adesso?” – e la replica di Clinton – “Lavoravo al fianco di Obama per la cattura di Bin Laden, tu facevi il conduttore dello show televisivo The Apprentice”. Spazio anche per gli scandali sessuali: per Trump le nove donne che lo accusano di molestie sono state istigate dalla rivale nella corsa alla presidenza.
Nel terzo e ultimo duello in tv con la rivale, la candidata democratica, Hillary Clinton, il repubblicano, Donald Trump ha rifiutato di dire se accettera’ il risultato elettorale dell’8 novembre, in cui sembra destinato a una clamorosa sconfitta. E la stampa americana, evidentemente sgomenta da affermazioni che non ha mai sentito in bocca a un candidato alla Casa Bianca, a poche ore dall’accalorato dibattito titola unanime su questo passaggio-shock. “E’ il disprezzo di Donald Trump per la democrazia”, scrive il New York Times: “e’ passato dall’insultare l’intelligenza dell’elettore americano a insultare la democrazia stessa”.
Il Washington Post parla di “errore-killer”, osservando che Trump “ha amplificato una delle accuse piu’ esplosive della sua candidatura, il fatto che potrebbe attribuire la responsabilita’ della sua sconfitta a un elezioni truccate”. “Rifiutando di dire se accettera’ il risultato del voto qualora sara’ sconfitto solleva la possibilita’ di un allontamento clamoroso dai principi che sono stati alla base della democrazia americana da piu’ di due secoli”, aggiunge la Cnn che parla di “un momento che lascia senza fiato, mai visto nelle settimane precedenti una elezione presidenziale moderna. E’ un’affermazione che minaccia di mettere dubbio un principio fondamentale della politica americana: il trasferimento del potere -pacifico, su cui non c’e’ contesa- da un presidente al successivo, che viene riconosciuto come legittimo dopo che ha vinto nelle elezioni”.
“Donald Trump -aggiunge Usa Today- sta terminando la sua candidatura esattamente come l’ha cominciata: in modo provocatorio e con un atteggiamento di sfida, rompendo le regole della campagna e ignorando i consigli degli esperti”. “Trump magari non ribaltera’ il voto, ma potrebbe minare” il sistema, osserva il sito web Politico: “Sostenendo che potrebbe non accettare i risultati di un’elezione ‘truccata’ -e cita i media che sarebbero collusi con la Clinton e il fatto che le e’ stato ‘permesso’ di presentarsi nonostante la polemica per le email- ha sollevato lo sgomento e la condanna da parte di tutto il mondo politico. “Non c’e’ molto che possa fare per ribaltare una vittoria di Clinton anche sul filo di lana: avra’ il diritto di chiedere un riconteggio dei voti se il risultato sara’ molto vicino (in alcuni Stati e’ fissato in un margine dello 0,5); potra’ denunciare qualche funzionario se pensa che abbia violato le procedure. Ma un rifiuto di concedere la vittoria violerebbe la tradizione profondamente radicata di candidati che accettano serenamente il risultato della elezioni, un dato che la maggior parte degli americani considera un’affermazione sacra della fiducia nel sistema americano”.