ORLANDO, LUI IN USA, IO A SCAMPIA
Parte al veleno la campagna per le primarie del Pd, sull’onda dell’inchiesta Consip che coinvolge il ministro Lotti, il padre di Matteo Renzi e, come testimone, Michele Emiliano. ‘Ciascuno di noi e’ obbligato a collaborare con la magistratura – replica il governatore della Puglia a chi lo accusa di conflitto di interessi – Ci mancherebbe che, mentre si indaga su un sistema di potere, questo sistema di potere avesse come risultato anche di eliminare dal gioco un suo avversario politico’. Attacca Renzi anche l’altro candidato in campo, il ministro della Giustizia Andrea Orlando: ‘Mentre lui sta in California, io vado a Scampia e Quarto Oggiaro’.
“Faro’ il mio dovere se l’autorita’ giudiziaria mi chiedera’ e nessuno si deve permettere neanche di fare questo ragionamento. Anzi, qualcuno dovrebbe chiedere ai protagonisti di questa storia il suo significato”. Cosi’ ha risposto Michele Emiliano oggi a Bari ai giornalisti che gli domandavano lumi sulla indagine Consip su un suo eventuale incontro con l’Autorita’ giudiziaria che sta indagando e su quanto cio’ possa riverberarsi sulle primarie nel Partito Democratico. “Il fatto che io sia a conoscenza di fatti che potrebbero essere rilevanti ai fini di un’indagine, certamente non potra’ ledere alcuno dei miei diritti – ha aggiunto Emiliano riferendosi evidentemente alla competizione per le primarie nel Pd – faccio il mio dovere di testimonianza ed esercito i miei diritti. Se ho avuto la sfortuna per colpe non mie di essere testimone di fatti rilevanti ai fini di un’indagine penale, certo non e’ colpa mia. Se ci sono dei fatti che devono essere esaminati dalla magistratura, la magistratura li esamina. Lo fa liberamente, ciascuno di noi e’ obbligato a collaborare, ci mancherebbe pure che in una situazione in cui si indaga su un sistema di potere, questo sistema di potere avesse pure come risultato quello di eliminare dal gioco, per questa ragione, un suo avversario politico”. Emiliano, che ne ha parlato a margine della presentazione del Bifest, il festival cinematografico di Bari, ha poi concluso “Mi sembrerebbe una idea piuttosto singolare e anche abbastanza banale. Pero’ capisco che quando qualcuno sta disperato adopera ogni sistema per far fuori gli avversari”.
“Rifiuto l’idea di dover fare la sinistra del Pd. Io voglio fare il Pd così come era stato pensato all’origine, quando siamo partiti: Pci, Dc, Pri, Socialisti, e quelli nati dopo”. Così AndreaORLANDO, ministro della Giustizia, da Genova durante l’incontro con i sostenitori alla Sala Sivori. Parlando della sua candidatura a segretario, il Guardasigilli ha citato una telefonata ricevuta ieri da Virginio Rognoni. “Mi ha detto ‘vai avanti bisogna farla questa battaglia -ha aggiunto ORLANDO– bisogna prendersi cura del partito’. Mi ha detto ‘stai in campo perchè se diventa tutta una rissa perde il Pd'”. “A tenerci insieme -ha poi sottolineato lo stesso ministro- non può essere soltanto un leader. Un leader serve ma, se non c’è anche un dibattito, un programma e un modo collegiale per affrontare questioni e sfide, non si riesce. Serve una comunità. Nessun può affrontare da solo le sfide che abbiamo di fronte”.