Durante la Direzione nazionale, la segretaria la segretaria del Pd Elly Schlein ha lanciato la proposta di una grande manifestazione di piazza incentrata sulla giustizia sociale e sulla pace, cercando di ricompattare l’opposizione e le forze civiche.
A differenza di passate iniziative solitarie, Schlein ha scelto la via della condivisione: La segretaria sentirà prima gli alleati (M5S e AVS) e le forze civiche per costruire un evento unitario. Il tema della guerra in Iran e della crisi in Medio Oriente diventa centrale, ponendo il PD come argine alla retorica bellicista di Trump e alla “deriva” del governo Meloni.
La Direzione si è svolta in un clima definito “tranquillo”, ma non sono mancate le puntualizzazioni dell’area riformista, preoccupata da un possibile arroccamento a sinistra. L’avvertimento di Fassino e Verini: richiamando le recenti parole di Dario Franceschini, i riformisti hanno ribadito che il PD non deve “appaltare” a terzi (come Renzi o Calenda) il dialogo con il mondo delle imprese e i moderati. “Il PD è nato per essere a vocazione maggioritaria, non può parlare solo al popolo della sinistra”, ha ammonito Fassino.
Walter Verini ha difeso l’identità plurale del partito: “Non consideriamo nemici da cacciare chi ha posizioni diverse”, con un riferimento implicito ai dirigenti dem (Delrio, Madia, Gori) che sabato hanno partecipato all’evento di Matteo Renzi.
Il presidente del partito, Stefano Bonaccini, ha blindato la segretaria rivendicando la scelta della gestione unitaria seguita alle primarie. Secondo Bonaccini, la tenuta del PD è il merito principale di Schlein e la condizione indispensabile per costruire l’alternativa a una destra che “ha molto illuso e tanto deluso”.
Mentre Giuseppe Conte lancia il suo libro e apre alle primarie ma senza automatismi, Elly Schlein risponde con la “politica di piazza”. La sfida della segretaria è ora trasformare questa mobilitazione in un momento di sintesi che non allontani l’ala moderata del partito, proprio mentre il panorama internazionale richiede una voce chiara e unitaria sul fronte della pace.