NESSUNA SPERANZA PER I DUE ITALIANI DISPERSI
Sono decine e decine, forse 100, i morti nel rogo della Grenfell Tower, il grattacielo ‘popolare’ di North Kensington a Londra. Il bilancio ufficiale aggiornato si ferma per ora a 17 morti, e decine di feriti, 18 in condizioni ”critiche”. Nessuna speranza di ritrovare in vita qualcuno dei dispersi, tra i quali i due giovani architetti italiani Gloria Trevisan e Marco Gottardi. A 48 ore dall’incendio rimangono la rabbia della gente del quartiere, che parla di tragedia annunciata, e le polemiche. La polizia ha aperto un’indagine penale. Un comitato di cittadini denuncia il mancato funzionamento dei sistemi d’allarme, delle norme di sicurezza, delle indicazioni di emergenza, e l’effetto di un rivestimento in plastica installato da poco. La premier conservatrice Theresa May prova a rispondere con un”’inchiesta pubblica indipendente”. ”La verita’ deve venire fuori, ci vogliono risposte”, le replica il leader laburista Jeremy Corbyn.
Le autorita’ inglesi non si aspettano di trovare altre persone vive all’interno della torre andata a fuoco la scorsa notte a Londra, mentre il bilancio delle vittime sale ora a 17 morti: la prima vittima ufficiale e’ un rifugiato siriano. Secondo i vigili del fuoco, ci vorranno settimane per bonificare l’edificio. Fra i dispersi anche due giovani fidanzati italiani. “Ho sentito la registrazione della telefonata di Gloria alla mamma. Le dice grazie per quello che ha fatto per lei. Stavano dando un addio. Non ci sono motivi per sperare che Gloria e Marco siamo ancora vivi”: a dirlo l’avvocato Maria Cristina Sandrin, legale della famiglia di Gloria Trevisan, la giovane padovana dispersa nell’incendio a Londra assieme al fidanzato Marco Gottardi. Intanto, mentre Corbyn chiede verita’, la premier May annuncia una ‘inchiesta pubblica adeguata alla tragedia’.Testimoni raccontano di scene come l’11 settembre: ‘La gente si lanciava dalle finestre’. Polemiche sulla sicurezza: gli inquilini avevano lanciato allarmi ma erano stati rassicurati dai proprietari.
Diciassette morti, 68 feriti di cui 18 in condizioni critiche, e diversi dispersi fra cui i due italiani Marco Gottardi e Gloria Trevisan. È questo il bilancio del gigantesco incendio che a Londra ha inghiottito il grattacielo Grenfell Tower, nella zona di North Kensington. Il palazzo di 24 piani ospita circa 120 appartamenti che vengono affittati a costi bassi, per un totale stimato di circa 600 persone. L’inferno è cominciato l’altra notte, quando intorno alle 2 ora italiana sono divampate le fiamme, mentre molti dormivano: i vigili del fuoco hanno fatto sapere di avere salvato 65 persone, alcune in pigiama. Oltre 16 ore dopo l’inizio del rogo i pompieri erano ancora sul posto provando a spegnere l’incendio, continuando a cercare persone da salvare, ma il comandante della polizia di Londra Stuart Cundy ha chiarito che non ritiene che saranno trovati altri sopravvissuti: “Crediamo che il numero (delle vittime ndr.) tristemente salirà”.
I due italiani dispersi, Marco Gottardi e Gloria Trevisan, sono una giovane coppia di fidanzati veneti. A rivelare la loro identità è stata su Facebook Pamela Pizziolo, cugina di Gottardi: “Mio cugino Marco Gottardi e la sua fidanzata Gloria Trevisan vivevano al 23esimo piano della Grenfell Tower Building che è andata a fuoco la scorsa notte”, ha scritto postando una foto dei due sorridenti. Il padre di Marco, Giannino Gottardi, di San Stino di Livenza, ha raccontato di avere avuto l’ultimo contatto con il figlio alle 4 di notte: “Stamattina io e mia moglie dovevamo partire per una breve vacanza. Alle 3.45 mi ha chiamato la madre di Gloria per dirmi che la figlia l’aveva contattata spiegandole che c’era questo incendio nel grattacielo dove i ragazzi vivevano. Anche io da quel momento li ho sentiti più volte fino alle 4.07, quando è avvenuto l’ultimo contatto”. Il padre di Marco ha raccontato che il giovane e la fidanzata vivevano “nei piani alti del grattacielo“. “Erano a Londra dai primi di marzo. Si erano conosciuti alla facoltà di Architettura, poi avevano deciso di trasferirsi per perfezionare la lingua. Lavoravano in due studi di architetti diversi”, racconta ancora. Poco prima da fonti della Farnesina era emerso che due connazionali risultavano dispersi: l’ambasciata d’Italia e il consolato generale a Londra, in stretto raccordo con la Farnesina, seguono dalle prime ore di stamattina l’incendio del grattacielo e il consolato generale è in costante contatto con le autorità britanniche per verificare il coinvolgimento di nostri connazionali, avevano fatto sapere le fonti.
La causa dell’incendio non si conosce ancora e alcuni residenti sostengono che l’allarme non sia suonato. Inoltre molti avevano avvertito di problemi di sicurezza in caso di incendi: la Greenfell Tower era stata sottoposta a lavori di ammodernamento e adeguamento, iniziati nel 2014 e conclusi lo scorso anno, per un valore 10 milioni di sterline; diverse volte, nel 2013 e nel 2016, i residenti avevano denunciato preoccupazioni sulla sicurezza. Nel 2013, per esempio, l’associazione dei residenti Grenfell Action Group aveva pubblicato un rapporto sulla sicurezza relativo all’anno precedente, in cui denunciava il rischio di incendio e il fatto che l’accesso eventuale dei veicoli dei servizi di emergenza era “gravemente limitato”.”Nei miei 29 anni come pompiere non ho mai visto nulla di questa portata”, ha detto Dany Cotton, responsabile dei vigili del fuoco londinesi. Sul posto sono intervenuti circa 200 pompieri con 40 autocisterne, oltre alla polizia e altri veicoli speciali, più 20 ambulanze. A ostacolarli, il timore che l’edificio crollasse, poi fugato da un esperto di ingegneria strutturale che ha definito il palazzo stabile nonostante i gravi danni. Dai testimoni sono arrivati racconti drammatici, seppur senza conferme delle autorità. Alcuni hanno detto ai media di aver visto persone invocare disperatamente aiuto dalle finestre del palazzo e poi lanciarsi di sotto. Altri, di aver visto o sentito raccontare di genitori che hanno lanciato i propri figli piccoli dalle finestre, anche dal decimo e undicesimo piano. Secondo i loro racconti, i piccoli sarebbero così sopravvissuti.
La premier Theresa May si è detta “profondamente addolorata dalla perdita di vite” e il leader dell’opposizione laburista Jeremy Corbyn ha chiesto al governo di riferire in Parlamento sull’accaduto. Quanto al sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha sottolineato che bisognerà trovare risposta alle domande sulla sicurezza dopo che alcuni residenti hanno riferito che era stato detto loro di rimanere negli appartamenti in caso di incendio: “Quello che non possiamo avere è una situazione in cui la sicurezza delle persone viene messa a rischio a causa degli avvertimenti sbagliati che vengono dati o, se dovesse essere questo il caso, di edifici alti che non vengono revisionati in modo appropriato”.