Le prestazioni pensionistiche vigenti alla fine del 2015 erano 23,1 milioni per una spesa complessiva annua di 280,2 miliardi, +1,2% sul 2014. Lo si legge nel casellario centrale dei pensionati Inps. L’importo medio delle prestazioni e’ di 12.136 euro annui. I beneficiari sono 16,2 mln (-0,5%) e Il 39,6% dei pensionati italiani (circa 6,4 mln), percepisce meno di 1.000 euro al mese. Il presidente dell’Inps Boeri ammonisce: Mi sembra che gli impegni del governo non siano tanto credibili. Speriamo che nella seconda fase del confronto con i sindacati si possa mettere in campo una strategia coerente’. In serata la smentita: mi sono espresso sul tema delle salvaguardie.
Le prestazioni del sistema pensionistico al 31 dicembre 2015 erano 23,1 milioni, per un ammontare complessivo annuo di 280,282 miliardi di euro che corrisponde a un importo medio per prestazione di 12.136 euro. Rispetto all’anno precedente, il numero di prestazioni è diminuito dello 0,45% e il corrispondente importo complessivo annuo è aumentato dell’1,2%. E’ quanto rileva l’aggiornamento del casellario centrale dei pensionati dell’Inps, nel quale sono raccolte le informazioni sulle prestazioni pensionistiche erogate da tutti gli enti previdenziali pubblici e privati. I beneficiari di prestazioni pensionistiche sono invece 16,2 milioni (-0,5% rispetto al 2014). Ognuno di loro percepisce in media 1,4 Pensioni, anche di diverso tipo, secondo quanto previsto dalla normativa previdenziale vigente. Sebbene le donne rappresentino la quota maggioritaria sul totale dei pensionati (il 52,8%), gli uomini percepiscono il 55,7% dei redditi pensionistici: l’importo medio dei trattamenti percepiti dalle donne è infatti inferiore rispetto a quello degli uomini del 29% (14.543 contro 20.431 euro).
Circa due terzi (66,6%) dei beneficiari di prestazioni pensionistiche percepisce solo una prestazione, un terzo (il 33,4%) ne percepisce due o più. In particolare il 25,5% dei beneficiari percepisce due prestazioni, il 6,5% tre e l’1,3% quattro o più. All’interno del gruppo dei titolari di più di una pensione, riferisce l’Inps, la presenza femminile è prevalente e aumenta al crescere del numero dei trattamenti pro capite: le pensionate rappresentano infatti il 58,7% dei titolari di due Pensioni, il 69,9% dei percettori di tre Pensioni e il 73,2% dei titolari di quattro o più trattamenti. Dall’analisi della distribuzione territoriale di Pensioni e pensionati si osserva che nelle regioni settentrionali si ha un maggior numero sia di Pensioni che di pensionati (rispettivamente il 47,7% e il 48,2% del totale). Gli importi medi delle Pensioni sono più elevati al Nord rispetto al resto dell’Italia (+6,3 punti percentuali rispetto al totale nazionale). Osservando i redditi pensionistici procapite, si nota che in questo caso è il Centro la zona geografica con redditi mediamente più alti (+6,5 punti percentuali rispetto al totale nazionale), seguito dal Nord (+5,2 punti percentuali). I beneficiari residenti nel Mezzogiorno presentano invece sia gli importi delle Pensioni che dei redditi pensionistici più bassi rispetto al totale nazionale. La spesa pensionistica relativa al 2015 si distribuisce per il 50,7% nelle regioni settentrionali, per il 28% in quelle meridionali e nelle isole; il restante 21,3% è erogato a beneficiari residenti nelle regioni del Centro. Analizzando la distribuzione dei pensionati per classe di età si osserva che la classe di maggiore presenza maschile è quella di età compresa tra i 65 e i 69 anni, con importi medi del reddito pensionistico più alti rispetto alle altre classi e pari a 23.474 euro annui, mentre le femmine sono maggiormente presenti nella classe degli ultraottantenni, anche in questo caso con importi medi più elevati rispetto alle altre classi e pari a 15.859 euro annui. Dalla stessa distribuzione emerge che, per ogni classe di età, gli importi medi dei maschi sono sempre più elevati di quelli delle femmine.
“Mai detto e mai pensato che gli impegni del governo non sono tanto credibili”. Lo afferma il presidente dell’Inps, Tito Boeri, correggendo le notizie di stampa che avevano attribuito queste parole al numero uno dell’Istituto di previdenza. “Anzi – aggiunge – le osservazioni che in passato ho rivolto all’esecutivo le ho fatte proprio perche’ so che il governo si impegna seriamente sui suoi piani. Oggi mi sono espresso unicamente sul tema delle salvaguardie, precisando che ci avevano detto che la settimana sarebbe stata l’ultima, invece ora c’e’ l’ottava e ho gia il tam tam della nona”. “Prendo atto con soddisfazione della precisazione del Presidente dell’Inps riguardo alcune sue affermazioni che erano state riportate dalle agenzie”, afferma il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti. “Ritengo, del resto, che non si possa dubitare circa l’impegno positivo del Governo che ha inteso affrontare, nel segno dell’equita’ e del sostegno alle fasce piu’ deboli, temi che erano aperti da tempo e che investono direttamente la vita di tante persone”, aggiunge il ministro. Per quanto riguarda, in modo specifico, gli interventi per le salvaguardie, “voglio sottolineare che si tratta di un tema di grande valenza sociale attraverso il quale Parlamento e Governo hanno voluto porre rimedio ad una grave ingiustizia prodotta dalla legge Fornero”.