La notte che il mondo temeva fosse l’inizio di una “fine di una civiltà” si è trasformata in un’improvvisa, seppur fragile, svolta diplomatica. A meno di due ore dalla scadenza dell’ultimatum, Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco di due settimane, descrivendolo come una “vittoria totale” per gli Stati Uniti.
Donald Trump ha accettato di sospendere ogni attacco contro l’Iran per 14 giorni. La condizione sine qua non è l’apertura immediata e sicura dello Stretto di Hormuz. Il Presidente ha dichiarato che gli obiettivi militari dell’operazione Epic Fury (durata 38 giorni) sono stati “superati” e che l’Iran è ormai “militarmente sconfitto”.
Trump ha rivelato che Pechino avrebbe giocato un ruolo decisivo nel convincere Teheran a negoziare, un’indiscrezione che precede il suo viaggio in Cina previsto per maggio.
In un post su Truth, Trump ha già ipotizzato una “Età dell’oro del Medio Oriente”, parlando di ricostruzione e di “un sacco di soldi” che verranno guadagnati con la riapertura dei commerci.
I TERMINI DELLA TREGUA E IL GIALLO DI HORMUZ
Nonostante l’entusiasmo della Casa Bianca, i dettagli dell’accordo appaiono fumosi e interpretati in modo opposto dalle due parti:
- Stretto di Hormuz: Trump afferma che gli USA aiuteranno a gestire il traffico. L’Iran replica che ogni transito dovrà essere coordinato con Teheran, il che equivarrebbe a un controllo iraniano mai avuto prima della guerra.
- Uranio: Trump assicura che la questione sarà “perfettamente risolta”, ma l’Iran nel suo piano in 10 punti continua a chiedere il diritto all’arricchimento e la fine totale delle sanzioni.
- Libano: Il premier pakistano Sharif dichiara che la tregua è universale (incluso il Libano). Israele, pur sostenendo il cessate il fuoco con l’Iran, ha precisato che questo non riguarda le operazioni in Libano.
REAZIONI: MERCATI IN VOLO E ATTACCHI DEMOCRATICI
La notizia ha scosso l’economia mondiale e la politica interna americana:
- Petrolio al tappeto: Il prezzo del greggio è crollato del 16%, con il Brent sceso sotto i 92 dollari e il WTI a 98 dollari. Le borse asiatiche e i future di Wall Street sono in netto rialzo.
- “Trump Always Chickens Out”: I critici e i Democratici accusano il Presidente di aver fatto marcia indietro dopo le minacce apocalittiche. Alexandria Ocasio-Cortez ha ribadito la richiesta di rimozione definendo le minacce di Trump “genocidarie”, mentre altri analisti usano l’acronimo TACO per descrivere un presidente che “si tira sempre indietro” all’ultimo momento.
- Festa a Teheran: Nella notte, migliaia di cittadini sono scesi in piazza con bandiere tricolori per festeggiare lo scampato pericolo del bombardamento totale.
RETROSCENA NYT: LA GUERRA “VOLUTA” DA NETANYAHU
Un’inchiesta del New York Times rivela che la decisione di attaccare l’Iran lo scorso febbraio sarebbe maturata dopo un incontro nella Situation Room con Benjamin Netanyahu. Il premier israeliano avrebbe convinto Trump che un attacco avrebbe portato al crollo degli Ayatollah e al ritorno della monarchia con Reza Pahlavi. L’intelligence USA (CIA) era invece scettica, e lo stesso vice JD Vance si era opposto, temendo i danni economici che ora la tregua sembra voler riparare.