L’inflazione a maggio sale all’1,0% dallo 0,5% di aprile. Lo rileva l’Istat rivedendo in leggero ribasso la stima di due settimane fa, che dava l’indice in rialzo dell’1,1% su base annua. Resta comunque il raddoppio, nel giro di un solo mese, con il tasso che si riporta al livello dello scorso settembre. A fare da traino i rincari registrati per gli alimentari, in particolare freschi, e per benzina e gasolio. Su base mensile l’aumento dei prezzi e’ dello 0,3%.
L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale dallo 0,5% di aprile a +0,8%, mentre il dato acquisito per il 2018 risulta pari allo 0,9%. L’Istat segnala come la crescita dei prezzi per gli alimentari sia dovuta prevalentemente alla frutta fresca, che registra una crescita in termini congiunturali dell’11,2%, determinando cosi’ un’accelerazione su base annua (da +2,0% di aprile a +8,1%). Pesano, si sottolinea, fattori stagionali. Quanto ai carburanti, il diesel aumenta del 2,8% su base congiunturale e del 7,2% su base annua (dal +3,8% di aprile); la benzina sale del 2,4% rispetto ad aprile e del 5,2% in termini tendenziali, (dal +2,5% del mese precedente). Insomma, riassume l’Istituto di statistica, “dopo l’avvio debole dei primi mesi del 2018, a maggio l’inflazione si porta all’1%, trainata da beni e servizi di grande rilevanza nelle spese quotidiane delle famiglie”. L’Istat rileva anche “tensioni” sui prezzi dei prodotti “legati alla filiera turistica, quali trasporto aereo, alberghi e pacchetti vacanza internazionali”.