CHATTARE E’ L’ATTIVITA’ PIU’ DIFFUSA SUL WEB
La maggior parte delle famiglie senza accesso a Internet da casa indica come principale motivo la mancanza di capacita’ (56,4%) e il 25,5% non considera Internet uno strumento utile e interessante. Seguono motivazioni di ordine economico legate all’alto costo dei collegamenti o degli strumenti necessari (13,8%), mentre il 9,2% non naviga in Rete da casa perche’ almeno un componente della famiglia accede a Internet da un altro luogo. Lo rileva l’ISTAT nel rapporto ‘Cittadini e Ict ‘.
Più di una famiglia su due non ha Internet perché non sa utilizzarlo. E’ quanto emerge dal report 2019 “Cittadini e Ict” diffuso dall’Istat. La maggior parte delle famiglie senza accesso a Internet da casa indica come principale motivo la mancanza di capacità (56,4%) e il 25,5% non considera Internet uno strumento utile e interessante. Seguono motivazioni di ordine economico legate all’alto costo dei collegamenti o degli strumenti necessari (13,8%), mentre il 9,2% non naviga in Rete da casa perché almeno un componente della famiglia accede a Internet da un altro luogo. Tra le famiglie resta un forte divario digitale da ricondurre soprattutto a fattori generazionali e culturali. La quasi totalità delle famiglie con almeno un minorenne dispone di un collegamento a banda larga (95,1%); tra le famiglie composte esclusivamente da persone ultrasessantacinquenni tale quota scende al 34%. Un altro fattore discriminante è il titolo di studio; ha una connessione a banda larga il 94,1% delle famiglie con almeno un componente laureato contro il 46,1% di quelle in cui il titolo di studio più elevato è al massimo la licenza media. Nel 2019, il 29,1% degli utenti di internet di 16-74 anni ha competenze digitali elevate. La maggioranza degli internauti ha invece competenze basse (41,6%) o di base (25,8%). Inoltre vi è una nicchia di internauti che non ha alcuna competenza digitale (3,4%, pari a 1 milione e 135 mila). L’età resta un fattore importante ma non decisivo: i giovani di 20-24 anni hanno livelli avanzati di competenze nel 45,1% dei casi. Un altro fattore discriminante è il grado di istruzione, anche se poco più della metà dei laureati che usano la Rete hanno competenze digitali elevate (52,3%). Se si analizzano separatamente le quattro dimensioni in base alle quali è calcolato l’indicatore composito emerge che gli internauti hanno competenze digitali più avanzate per e-skill legati al dominio della comunicazione (72,3%) e dell’informazione (61,8%) rispetto a quelli collegati alla capacità di risolvere problemi (49,8%) e di utilizzare software per trattare/veicolare contenuti digitali (42,6%). Inoltre, solo per il dominio “comunicazione” si annullano alcuni divari, come per quello legato al genere e al territorio.
Chattare è l’attività più diffusa tra chi naviga sul web. Indipendentemente dal dispositivo utilizzato, le attività più diffuse sul web sono quelle legate all’utilizzo di servizi di comunicazione che consentono di entrare in contatto con più persone contemporaneamente. Negli ultimi tre mesi, oltre otto internauti di 14 anni e più su dieci hanno utilizzato servizi di messaggeria istantanea e poco meno di due terzi (64,5%) hanno effettuato chiamate via Internet. E’ quanto emerge dal report 2019 “Cittadini e Ict” diffuso dall’Istat. Diffuso anche l’utilizzo del web per leggere informazioni e notizie (57%), per scaricare immagini, film, musica e/o giochi (incluso il giocare) (47,3%) e per i servizi bancari (46,4%). Il 29,3% utilizza il web per relazionarsi con la P.A.. Le donne mostrano un vantaggio solo nell’uso dei servizi di comunicazione, particolarmente marcato per le donne di 65 anni e più che utilizzano servizi di messaggistica (+ 8,7 punti percentuali rispetto agli uomini). A eccezione dei servizi di messaggeria istantanea, per cui non si evidenziano significative differenze territoriali, l’uso di Internet per telefonare è più diffuso nel Mezzogiorno (70,1%) mentre per le attività di e-banking e per la lettura di informazioni e notizie si registra un vantaggio del Nord.