La tensione è salita in Cisgiordania dopo che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno aperto il fuoco contro una delegazione diplomatica europea in visita al campo profughi di Jenin. L’incidente, che ha visto spari di avvertimento diretti a un gruppo di 25 ambasciatori e diplomatici europei e arabi, ha scatenato un’immediata condanna internazionale e richieste di chiarimenti. La delegazione era formata da rappresentani di vari paesi tra cui l’Itali, e si trovava all’ingresso orientale del campo di Jenin quando sono stati sparati i colpi.
L’IDF ha successivamente rilasciato delle scuse per l’accaduto, affermando che i soldati hanno sparato colpi di avvertimento in aria. Tuttavia, l’esercito israeliano ha sostenuto che il gruppo diplomatico aveva deviato da un percorso concordato e coordinato durante la loro visita. “Nel coordinare l’ingresso a Jenin, ai membri della delegazione è stato fornito un percorso approvato che dovevano seguire poiché l’area era una zona di combattimento attiva”, ha dichiarato l’IDF, come riportato dal Times of Israel. “Il gruppo ha deviato dal percorso ed è entrato in un’area in cui non era autorizzato a sostare.” L’IDF ha confermato che non ci sono stati feriti o danni e ha espresso rammarico per l'”inconveniente causato.”
Il Ministero degli Affari Esteri e degli Espatriati dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) ha condannato fermamente le azioni, definendole un “attacco diretto” e una “flagrante e grave violazione del diritto internazionale e delle più elementari regole delle relazioni diplomatiche.” L’ANP ha affermato che prendere di mira i rappresentanti accreditati nello Stato di Palestina costituisce una “pericolosa escalation” e riflette un “sistematico disprezzo per il diritto internazionale, la sovranità dello Stato di Palestina e la sacralità dei rappresentanti dello Stato sul suo territorio.” La delegazione stava visitando il campo per esaminare le condizioni umanitarie e le violazioni documentate.
Tra i diplomatici presenti c’era anche Alessandro Tutino, il vice console d’Italia a Gerusalemme, che risulta illeso. Il Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha immediatamente parlato con Tutino e ha espresso la sua indignazione su X, dichiarando: “Chiediamo al governo di Israele di chiarire immediatamente l’accaduto. Le minacce contro i diplomatici sono inaccettabili.” Tajani ha successivamente dato istruzioni per convocare l’Ambasciatore israeliano a Roma per ottenere chiarimenti ufficiali.
Anche Kaja Kallas, l’Alto Rappresentante dell’UE per la Politica Estera, è intervenuta, chiedendo a Israele di “indagare su questo episodio e di chiamare i responsabili a rispondere.” Parlando a un incontro ministeriale UE-Unione Africana, Kallas ha sottolineato: “Qualsiasi minaccia alla vita dei diplomatici è inaccettabile.” Ha inoltre evidenziato gli obblighi di Israele in quanto firmatario della Convenzione di Vienna, che impone di garantire la sicurezza di tutti i diplomatici stranieri.
Il Ministero degli Esteri spagnolo ha confermato che un cittadino spagnolo faceva parte del gruppo diplomatico ed è al sicuro. Fonti ufficiali hanno dichiarato che il ministero sta “indagando sull’accaduto” ed è “in contatto con gli altri Paesi coinvolti per coordinare una risposta congiunta a quanto accaduto, che condanniamo fermamente.”
Nel frattempo, il conflitto più ampio continua ad aggravarsi. Il Ministero della Salute di Gaza ha riferito che gli attacchi israeliani nel territorio assediato nelle ultime 24 ore hanno ucciso almeno 82 palestinesi e ferito 262, portando il totale delle vittime confermate a Gaza a 53.655 morti e 121.950 feriti.
Al Jazeera ha anche riportato che attacchi di artiglieria israeliana hanno colpito il terzo piano dell’ospedale Al-Awda nel nord di Gaza, mentre droni hanno preso di mira i suoi serbatoi d’acqua. Ciò avviene mentre l’ospedale e l’ospedale indonesiano, due delle ultime strutture mediche rimaste nella regione, sono stati circondati dalle truppe israeliane, impedendo a chiunque di entrare o uscire.
Sul fronte israeliano, il Ministro della Difesa Israel Katz ha affermato che “tutto ciò che Hamas sta facendo ora” è prepararsi ad attaccare le comunità israeliane al confine con Gaza. Katz, parlando da una base navale, ha sostenuto che Hamas sta “aggiornando gli obiettivi nelle comunità di confine attraverso fonti che forniscono informazioni, come gli iraniani e altri,” e pianificando “come continuare.” Ha concluso che “dobbiamo vincere qui… Dobbiamo assicurarci che Hamas non resti qui.”
L’Unione Europea continua a lanciare l’allarme sulla catastrofica situazione umanitaria a Gaza. Glenn Micallef, Commissario UE per l’Equità Intergenerazionale e la Gioventù, parlando a nome della Commissione al Parlamento Europeo, ha dichiarato: “La situazione a Gaza è una catastrofe.” Ha sottolineato che gli aiuti permessi da Israele sono stati solo una “goccia nell’oceano,” con forniture vitali bloccate per oltre 80 giorni. Secondo le Nazioni Unite, le scorte alimentari sono esaurite e la carestia è imminente, con oltre 100 bambini già morti a causa della malnutrizione e 70.000 a rischio a causa di malattie curabili. L’UE ha ribadito la sua richiesta di porre fine al blocco, ricordando a Israele il suo obbligo ai sensi del diritto internazionale, in quanto potenza occupante, di garantire che gli aiuti umanitari raggiungano la popolazione bisognosa.