L’Aula della Camera ha respinto le mozioni presentate dalle opposizioni (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e Azione) riguardanti la situazione a Gaza e in Cisgiordania. Con 166 voti contrari e 111 favorevoli, la proposta unitaria di PD, M5S e AVS è stata bocciata, così come quella di Azione. Via libera, invece, ai testi presentati dalla maggioranza (con 166 sì e 110 no) e da Italia Viva (con l’eccezione delle parti con parere contrario del Governo). La decisione ha scatenato dure reazioni da parte delle opposizioni, che accusano il governo di immobilismo e complicità.
Durissimo l’intervento della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha puntato il dito contro il governo Meloni. “In questo momento ci chiediamo dov’è l’Italia e dov’è l’Europa. Non si può continuare a tacere o restare immobili di fronte ai crimini di guerra e contro l’umanità perpetrati da Netanyahu,” ha dichiarato Schlein nell’Aula della Camera. “Meloni non ha espresso una condanna chiara e questo immobilismo ci rende complici e ci disonora sul piano internazionale.” La leader del PD ha chiesto “atti concreti” al governo, criticando aspramente le “sciagurate astensioni alle Nazioni Unite” e il “vergognoso voto” contro la sospensione dell’accordo UE-Israele. “Lo diciamo chiaramente: non nel nostro nome,” ha concluso.
Sulla stessa linea il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha accusato il Presidente del Consiglio di complicità. “Meloni non ci racconti più la vicenda di una madre, cristiana e patriota. Una cristiana non si gira dall’altra parte quando si fanno a pezzi i bambini. Sono 15mila i bambini uccisi a Gaza,” ha tuonato Conte alla Camera. “Accanto alla responsabilità degli autori di un genocidio ci sono le corresponsabilità. Per quanto tempo ancora vi nasconderete sotto ai banchi di Governo come struzzi?” Conte ha poi citato dati Istat, evidenziando che “ci sono 8 milioni di armi e munizioni che abbiamo continuato a esportare in Israele dal 2023, l’aumento dell’import. Tutto questo ha un nome: complicità.”
Nicola Fratoianni, deputato di Alleanza Verdi Sinistra e leader di Sinistra Italiana, ha rincarato la dose, definendo le azioni di Netanyahu un piano per una “soluzione finale” della questione palestinese. “Con questa mozione chiediamo al governo un atto politico, che chi ci rappresenta nel mondo abbia il coraggio di dire qualcosa e soprattutto di fare qualcosa. Siamo di fronte a un piano che mette nero su bianco l’obiettivo della pulizia etnica, è la ‘soluzione finale’ per la questione palestinese,” ha affermato Fratoianni. “Netanyahu non è un pazzo, è un criminale di guerra che ha scelto cinicamente di risolvere la questione palestinese con la violenza, con la morte e la deportazione. È in corso un regime di apartheid a Gaza.” Fratoianni ha ricordato che, a oltre 700 giorni dal 7 ottobre 2023, la condanna unanime del Parlamento contro l’atto terroristico di Hamas è stata seguita da un “silenzio assordante della comunità internazionale” di fronte alla violenza, alla fame e alla carestia usate come armi in una Striscia di Gaza divenuta una “prigione a cielo aperto” dove “oltre 50mila persone indifese” hanno perso la vita.