‘Il Patto di stabilita’ non deve essere un patto di flessibilita’. Abbiamo gia’ introdotto molti elementi di flessibilita” senza i quali l’Italia quest’anno avrebbe potuto spendere 19 miliardi di meno. Lo ha detto il presidente della Commissione Ue Juncker. ‘LUe va molto male. Le rotture e le fessure sono numerose e pericolose. L’Europa e’ ‘davanti ad una policrisi’, ha aggiunto. Plauso all’Italia sui migranti.
“Nel Patto di stabilità, che non deve essere un patto di flessibilità, abbiamo già introdotto molta flessibilità. Senza la flessibilità che abbiamo introdotto, che io ho introdotto, l’Italia avrebbe speso quest’anno 19 miliardi in meno”. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, intervenendo alla plenaria del Cese. “Questo significa la felssibilità per l’Italia, che ne avea chiesta di più”, ha aggiunto Juncker. “Abbiamo introdotto la clausola sugli investimenti e l’Italia è l’unico paese a beneficiarne”, ha spiegato ancora il presidente della Commissione Ue.
“Abbiamo introdotto la clausola degli investimenti, per la prima volta, nell’interpretazione del patto: l’Italia ne sta beneficiando ed è l’unico Paese in Europa a beneficiarne. Non siamo ciechi, vediamo che il patto di stabilità deve essere in linea con il ciclo economico”. “Il patto si stabilità non è stupido, come diceva un mio predecessore perchè le cifre lo dimostrano” e perchè “abbiamo inserito gli elementi di flessibilità per farlo funzionare. Il patto funziona ed è in vigore”, ha dichiarato il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, spiegando che “nel 2009 il deficit medio era del 6,3%, ora la media è dell’1,9%”. “Si dice – ha aggiunto Juncker – che io abbia trasformato il patto stabilità in patto di flessibilità. Non è vero. C’è un fondo di verità perchè abbiamo aggiunto una dimensione di flessibilità che fa in modo che il patto segua da vicino l’evoluzione macro economica dell’Europa, ma il patto è in vigore e funziona”.situaiuone di hilanciofinanziaria ha subitoun notevolissimpo miglioramento, si dice che io ho trasformato patto stabilità in patto flessibilità.. Non è vero. C’è un fondo i vertità perchè abbiamo aggiuto dimensione di inflessibilità che fa si che io pèattosegue da vicino evoluzione macro economica di euroa ma patto è in vigore e funzione C’è deficit di bilanzio in zona euro di 6,3%.
Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, intervenendo alla plenaria del Comitato economico e sociale oggi a Bruxelles, ha detto di “ammirare molto l’Italia per quello che fa con i rifugiati” e ha insistito sulla necessità di attuare pienamente la ripartizione obbligatoria (“relocation” o ricollocamenti) negli altri Stati membri di 160.000 richiedenti asilo giunti in Italia e Grecia negli ultimi due anni, a cui continuano a opporsi diversi paesi dell’Est (e in particolare l’Ungheria). Juncker, ribadendo i punti principali del suo discorso “sullo stato dell’Unione”, pronunciato il 14 settembre davanti all’Europarlamento a Strasburgo, ha anche ricordato una delle novità previste dalla proposta di riforma del “sistema di Dublino”, ancora in discussione all’Europarlamento e al Consiglio Ue. Rendendo permanenti le “relocation” con un sistema automatico di ripartizione dei richiedenti asilo fra gli Stati membri, la proposta darebbe ai paesi che lo richiedessero una deroga temporanee dall’obbligo di accogliere la propria quota di rifugiati, in cambio di finanziamenti aggiuntivi per le politiche Ue dell’immigrazione e la protezione delle frontiere esterne. “La vicenda dei rifugiati spiega in gran parte la ‘policrisi’ (o crisi multipla, ndr) in cui si trova l’Ue. Io vorrei che non fossero dimenticate le proposte della Commissione: non si può pensare di lasciare solo all’Italia, alla Grecia, a Malta e a qualche altro paese la lotta sacrosanta contro l’immigrazione illegale. Bisognerà insistere, mentre l’Italia e gli altri paesi ‘prima linea’ continuano i loro sforzi”, ha detto Juncker. Il presidente della Commissione ha poi aggiunto: “Ammiro molto l’Italia, anche la Grecia, ma soprattutto l’Italia, che fa ancora di più per i rifugiati perché salva migliaia di vite, ogni giorno, col risultato che tutte le navi degli altri paesi Ue, salvo il Lussemburgo che non ha navi, prendono i rifugiati e li sbarcano in Sicilia”. “Insomma – ha continuato Juncker – si lascia all’Italia il compito di nutrire e accogliere i rifugiati, e lo stesso succedeva e succede anche con la Grecia. Perciò penso che la ripartizione dei rifugiati fra gli Stati membri debba farsi in modo solidale; ma ci sono dei paesi che lo fanno e altri no, perché dicono che sono paesi cattolici e che non c’è posto da loro per i musulmani. Trovo questo ragionamento inaccettabile: gli uomini vengono prima delle religioni”. “Bisogna riuscire ad accogliere sul nostro territorio – ha concluso il presidente della Commissione – tutti coloro che fuggono da guerre, torture, violenze e stupri. E se certi paesi non possono farlo, bisognerà che partecipino più degli altri alla protezione delle frontiere esterne”. Proprio oggi, la Commissione europea ha riferito che finora sono stati “ricollocati” in altri Stati membri solo 4.140 rifugiati dalla Grecia e 1.156 dall’Italia.