IL PREFETTO DI TORINO IN VISITA ALLA ONG, ‘OTTIMO LAVORO’
La Francia tiene fermo il punto sulla vicenda di Bardonecchia: ‘Nessuna violazione della sovranita’ italiana, solo una stretta applicazione dell’accordo del 1990′, secondo il gabinetto del ministro che gestisce i doganieri, Gerald Darmanin. In settimana il direttore generale delle Dogane francesi intende incontrare in Italia il suo omologo per ‘ripristinare l’accordo, ora sospeso’ da Parigi. Intanto, il prefetto di Torino Renato Saccone ha visitato i locali dell’ong Rainbow4Africa alla stazione dell’Alta Val Susa, per ‘ringraziare gli operatori e i volontari per l’ottimo lavoro che stanno facendo’.
“Non c’e’ stata nessuna violazione della sovranita’ italiana, soltanto un stretta applicazione dell’accordo del 1990 che consente di effettuare da una parte e dell’altra delle frontiera dei controlli”: lo ha ribadito il gabinetto del ministro dell’Azione e dei Conti pubblici, Gerald Darmanin, interpellato sulla vicenda di Bardonecchia. In settimana, si e’ appreso, il direttore generale delle Dogane francesi, Rodolphe Gintz, sara’ in Italia per incontrare il suo omologo italiano e “ripristinare l’accordo, ora sospeso”.
Secondo il gabinetto del ministro Darmanin, che sara’ prossimamente a Roma (la data non e’ stata ancora stabilita), gli “sconfinamenti per controlli”, previsti dall’accordo del 1990 sia da parte francese sia da parte italiana, sono “frequenti”. Ne avvengono “in media uno o due al mese, compresi quelli nei locali in questione”, cioe’ la stazione di Bardonecchia. Inoltre, precisano le fonti, “in questo caso non si trattava di un controllo migratorio ma di una ricerca di stupefacenti”. Secondo gli auspici del ministro Darmanin, che ha chiesto dal Direttore delle dogane di recarsi subito in Italia, “gli incontri dovrebbero consentire la ripresa dell’accordo di cooperazione doganale in tutti i suoi punti, compresa l’utilizzazione del locale nella stazione di Bardonecchia”. Il gabinetto del ministro ha precisato anche che “non si ricordano finora incidenti” del genere nell’esecuzione dell’accordo tra Francia e Italia e che proprio la logica dell’intesa vuole che tali, previsti, sconfinamenti possano avvenire “senza la necessita’ di avvertire i doganieri dell’altro paese”. “Il fatto che il locale si stato di recente messo a disposizione di una ONG – ha reso noto il gabinetto del ministro – non cambia in nulla il fatto che resta a disposizione dei doganieri francesi”.