Vladimir Putin si riconferma per il quarto mandato alla guida della Russia con il 76,67% dei voti secondo i risultati delle elezioni presidenziali di ieri. Al potere da oltre 18 anni, sia come presidente sia come primo ministro, Putin ha ottenuto la suo miglior vittoria superando le aspettative di tutti i sondaggi. Putin ha distanziato di molto il candidato del partito Comunista, Pavel Groudinine, fermo all’11,79% dei voti. Terzo l’ultranazionalista Vladimir Jirinovski con il 5,66%, seguito dalla giornalista vicina all’opposizione liberale, Ksénia Sobtchak, con l’1,67%. L’affluenza e’ inferiore all’obiettivo del 70%. La Commissione elettorale fa infatti sapere che e’ andato alle urne il 67,49% degli aventi diritto. Ma sottolinea anche che “56 milioni di russi” hanno votato per Putin, ovvero il record assoluto nella storia delle elezioni presidenziali russe. –
Un plebiscito per Vladimir Putin, che raggiunge un risultato storico, superiore alle previsioni della vigilia. Lo ‘zar’ e’ stato eletto per la quarta volta presidente, e restera’ al Cremlino fino al 2024. Putin supera il 76%, una vittoria attesa, ma che sa di trionfo, quattro anni dopo il 63,60% ottenuto nel 2012. Il piu’ grande risultato mai ottenuto da Putin. Staccatissimo il secondo, il candidato, il comunista Pavel Grudinin, che raccoglie intorno all’11%. Gia’ prima della chisura dei seggi, gli oppositori di Putin hanno denunciato pressioni e intimidazioni sugli elettori per recarsi alle urne e non rovinare il plebiscito proprio con una bassa affluenza.
Con l’intento di dissipare ogni dubbio sulla schiacciante affermazione, poco dopo la chiusura dei seggi il capo della Commissione elettorale centrale Ella Pamfilova ha voluto assicurare che le operazioni di voto “non hanno registrato gravi violazioni”. Putin si e’ presentato trionfante sotto le mura del Cremlino e ha parlato dal palco di un concerto organizzato per il quarto anniversario dell’annessione della Crimea, in coincidenza del quale era stata fissata la data delle elezioni. Gli elettori della penisola simbolo della crisi crisi ucraina, per la prima volta hanno partecipato alle presidenziali e hanno tributato al presidente piu’ del 90% delle preferenze, secondo i risultati parziali. “Grazie per il vostro sostegno e per questo risultato”, ha detto Putin lanciando un appello a “mantenere l’unita’”. “Voglio rivolgermi a tutti coloro che oggi si sono riuniti a Mosca, ma anche ai nostri sostenitori in tutto il vasto territorio del nostro enorme. Penseremo al futuro della nostra grande patria, al futuro dei nostri figli e agendo cosi’ senza dubbio siamo condannati al successo”, ha aggiunto il presidente in diretta tv mentre il termometro segnava 12 gradi sotto zero. Il discorso di Putin si e’ poi spostato sulla vicenda dell’avvelenamento con un agente nervino della ex spia del Kgb in Inghilterra, per il quale Londra (con l’Occidente) ha accusato apertamente Mosca, che nega ogni responsabilita’. Putin ha definito le accuse “schiocchezze, spazzatura, un nonsenso” alla vigilia delle elezioni e con i Mondiali di calcio ormai alle porte. La Russia, ha assicurato, “ha distrutto tutte le armi chimiche e per questo non possiede il Novichok, che secondo quanto emerso dalle indagini e’ l’agente nervino usato per avvelenare Sergei Skripal e la figlia Yulia. “E’ stata una tragedia che ho appreso dai media, siamo pronti a cooperare con la Gran Bretagna”, ha detto Putin. Prima, il portavoce della sua campagna aveva ringraziato la Gran Bretagna per aver aumentato l’affluenza alle urne “oltre il previsto, di 8-10 punti percentuali. “Ogni volta che ci accusano di qualcosa in modo infondato – ha detto – il popolo russo si unisce al centro della forza e il centro della forza oggi e’ senz’altro Putin”.
La fama di Putin è talmente debordante che la biografia dell’attuale leader russo – e unico candidato credibile, domenica, ad altri sei anni al Cremlino – è stata scritta e riscritta, più e più volte. E se l’editoria russa, ma anche quella internazionale, punta spesso su di lui, vuol dire che il nome del già tre volte presidente russo è diventato ormai un brand, molto vendibile. E in effetti Putin – nome in codice “Plavun” ai tempi dell’accademia dei Servizi segreti sovietici – continua ad essere una garanzia in questo senso. Ma al netto di una carriera politica che ha trasformato “Zagadka Putina” (Quel Rebus di Putin, dal noto saggio del 2000 dello scrittore Roy Medvedev) in “Putin, ora parlo io” (di Huber Seipel, il giornalista tedesco che ha seguito il leader per anni e poi ha raccolto le sue interviste in un saggio del 2017), il capo di stato ha saputo mettere a segno colpi da maestro. Non solo in politica internazionale. Nato nel 1952 a Leningrado (l’attuale San Pietroburgo), Putin, come tutti sanno, da giovane ha lavorato per i servizi di intelligence sovietici all’estero, con un periodo di servizio a Dresda nella Germania orientale. E da questo soprattutto deriva il mistero che ancora oggi avvolge la sua figura, già ampiamente spiegata e raccontata.
“Devo essere come mi vuole il mio popolo”, ha detto nel corso di una delle prime interviste a Seipel. Agli inizi degli anni Novanta fu nominato consigliere del sindaco di San Pietroburgo per gli Affari Internazionali e dal 1991 fu a capo della direzione del Comitato per le relazioni esterne della città, con il compito di promuovere i rapporti internazionali e attirare gli investimenti stranieri. Quindi, alla fine del decennio, dal 25 luglio 1998, fu a capo dell’Fsb, i servizi di sicurezza federali. Infine, divenne Primo ministro della Russia nell’agosto del 1999 e, nel giro di pochi mesi, presidente a inizio 2000. Immediatamente dopo le dimissioni del primo presidente della Federazione russa, Boris Eltsin, annunciate nel brindisi di Capodanno e per il nuovo millennio. Da allora Putin è sempre rimasto in sella, con una piccola pausa di quattro anni, quando dopo due mandati non consecutivi dovette cedere il testimone all’attuale premier Dmitry Medvedev. E non sembra troppo desideroso di cambiare epoca e neppure vita. A chi gli domanda in quale periodo della storia vorrebbe vivere?, lui risponde: “Adesso, perchè in passato tutti i miei antenati erano servi della gleba, e io invece oggi faccio il presidente”.