EX GOVERNATORE: NON CI DISTRUGGA. LO SCUDO DI FI SU ROMANI
Giro di telefonate dei leader della Lega Matteo Salvini e di M5S Luigi Di Maio e contatti con Fi, Pd e Leu, per trovare un’intesa per le presidenze delle Camere in vista del voto venerdi’ prossimo: obiettivo di Salvini “giungere quanto prima a rendere operativo il Parlamento”. E annuncia: “si parte dal centrodestra che ha vinto” ma “parlo con chi ci sta sul programma, anche M5s”. Ma Maroni aveva detto: “Vedo impossibile un governo tra Lega e M5S”.
Un governo M5s-Lega? “Una missione impossibile”, per Maroni. “Nulla e’ irrealizzabile”, dice Salvini. Due versioni opposte che certificano la distanza tra chi come l’ex governatore della Lombardia (ma anche il Cavaliere) vede solo un accordo con il Pd un possibile approdo e chi, come il leader del Carroccio, intende andare in Parlamento a verificare se “i punti in comune” con i pentastellati possano evitare le urne. Intanto l’input di di Maio (ha sentito anche Martina, Grasso, Meloni e Brunetta) e Salvini e’ far partire il Parlamento, renderlo esecutivo. L’asse M5sd-Lega continua a reggere. Nomi non ne fanno ma il leader del Carroccio ribadisce che sulla partita delle presidenze delle camere occorre rispettare il voto degli italiani.
Nel frattempo FI e’ sempre piu’ in ebollizione in quanto fuori da ogni trattativa. Il timore nel partito e’ che si resti fuori da tutto, anche considerato il veto grillino su Romani, difeso strenuamente da tutti i dirigenti azzurri. Nei prossimi giorni si riuniranno i capigruppo del centrodestra. La strategia di FI e’ quella di coinvolgere i dem sulle vicepresidenze e sulla guida degli uffici di presidenza che avranno un ruolo importante su diversi temi, come quello sul taglio dei vitalizi. Ma e’ Salvini a trattare, “a nome del centrodestra”. L’auspicio di Berlusconi e’ che il Carroccio sia ragionevole, si confida in Giorgetti – nome apprezzato per lo scranno di Montecitorio – ma aumenta sempre di piu’ l’irritazione per come si sta muovendo il segretario del partito di via Bellerio.
“Berlusconi – sottolinea Maroni – teme l’Opa di Salvini su Forza Italia. Da qui al 23 quando si decideranno i presidenti delle Camera si giochera’”. Per l’ex governatore della Lombardia “un governo di larghe intese garantirebbe la compattezza del centrodestra e potrebbe durare un anno per una legge elettorale fatta bene. C’e’ gia’ la data: il 26 maggio 2019, quella prevista per le europee”, far saltare l’intesa Lega-FI “metterebbe in crisi i governi regionali e locali”.
“Non e’ dovuto che si dia un presidenza di una Camera alla forza che e’ arrivata seconda”, osserva Meloni. L’obiettivo di Salvini e’ andare in Parlamento per trovare convergenze su temi quali la cancellazione della legge Fornero, la riforma della scuola, sul rapporto con l’Europa e sulla giustizia. “Faro’ di tutto – premette – per dare agli italiani un governo serio, stabile e coerente che risolva i problemi del lavoro e vada in Europa”. Ma il no ad un’alleanza con il Pd e’ netto anche se l’auspicio e’ che i dem diano “una mano a far ripartire questo Paese”. Martina distingue nuovamente la partita sul governo da quela sulle presidenze delle Camere. “Per il bene delle istituzioni e’ doveroso un confronto tra tutte le forze parlamentari”. Per Grasso “bisogna individuare figure autorevoli e di garanzia”. “Chi vuole governo con M5s non ha a cuore il futuro del Pd, ma la sua estinzione”, afferma il renziano Marcucci.
La Lega valuterà sul programma la possibilità di un accordo con M5s, come con qualunque altra forza in Parlamento. Lo ha detto Matteo Salvini a ‘Domenica live’, spiegando che con i 5 stelle, sulla carta, ci sono diversi punti di programma in comune: “Stando alle parole, la legge Fornero è una cosa che anche loro vorrebbero cambiare, c’è un rapporto con l’Europa da cambiare, c’è una riforma della scuola da cambiare. Lo sconto per chi è in carcere condannato a meno di 4 anni di galera…”. Dopodiché “cosa vogliono fare Pd, 5 stelle? Vediamo!”. Al tempo stesso, “c’è una visione diversa sul lavoro. Loro vogliono dare 700-800 euro a chi sta a casa. Io non sono d’accordo, se uno è in difficoltà posso dare un prestito per aiutare a trovare lavoro, ma altrimenti quelli che lavorano che sono: più stupidi degli altri? Vediamo, passiamo dalle parole ai fatti. Voglio capire, anche sulla Lega hanno detto tante cose, che siamo razzisti…”. Di tutto questo, ha però precisato, non si è parlato nel colloquio telefonico di oggi con Luigi Di Maio: “Con Di Maio non abbiamo parlato di governo, c’è da far partire l’attività di Camera e Senato”.