Le parole del CT azzurro, Gennaro Gattuso, risuonano in un clima di forte tensione politica e sportiva. “Sono un uomo di pace,” ha dichiarato Gattuso, “ma Israele ce l’abbiamo nel girone, dobbiamo giocare.” L’appuntamento è fissato per il 14 ottobre a Udine, per una partita che vale la qualificazione ai Mondiali e che arriva a un anno esatto dalla gara di Nations League, ma in uno scenario internazionale completamente stravolto dagli eventi del 7 ottobre.
Da mesi, il dibattito sull’opportunità di scendere in campo contro la Nazionale israeliana infiamma il mondo della politica e dello sport italiano. Il Partito Democratico, con il senatore Mauro Berruto, ha presentato una mozione per chiedere il boicottaggio, trovando però l’opposizione di esponenti di governo come il ministro dello Sport, Andrea Abodi, e il vicepremier Matteo Salvini. A queste voci si aggiungono quelle di figure storiche dello sport: da Adriano Panatta, che ha proposto un “gesto simbolico” da parte degli Azzurri, a Renzo Ulivieri, che, a nome dell’associazione degli allenatori, ha scritto al presidente FIGC, Gabriele Gravina, chiedendo la sospensione della Nazionale israeliana.
Mentre l’UEFA non ha in programma un’esclusione, la Federazione italiana sta cercando una via per affrontare la situazione. Gravina, vice presidente vicario dell’UEFA, ha avviato colloqui per organizzare un’iniziativa umanitaria in concomitanza con la partita di Udine. Un’ipotesi, emersa da Coverciano, è quella di un contributo alla UEFA Foundations for Children, che ha già sostenuto iniziative in occasione della Supercoppa europea. L’obiettivo è offrire un aiuto concreto alle vittime del conflitto, includendo i palestinesi e gli ostaggi israeliani.
Intanto, il sindaco di Udine ha ribadito la sua richiesta di non far giocare la partita in città. “Rispetto le opinioni di tutti,” ha commentato Gattuso, “ma noi facciamo un altro mestiere. Il presidente Gravina si sta impegnando per far sì che la gara si svolga in modo perfetto. Noi dobbiamo giocare, è il nostro dovere.”
Il tecnico ha concluso con un messaggio che allarga la riflessione oltre il singolo evento: “Spero che si arrivi a una soluzione. E non solo per Israele, ci sono tante guerre nel mondo, e mi fa davvero male al cuore.”