Francesco Totti ha spiegato le ragioni del malcontento che dopo due anni dall’addio dai campi di calcio e dal sui ingresso in società, lo hanno portato alle dimissioni. Un gesto difficile: “difficilissimo. Oggi per me era meglio morire”. Ma quelle dimissioni, oramai inevitabili, sono arrivate: “ho dato le dimissioni, non per colpa mia”, ma perche’ non si sentiva “coinvolto nei progetti della societa’” come dirigente. “Sono sempre stato un peso per la societa’. Non mi hanno mai coinvolto nel progetto tecnico. Non hanno mai voluto, mi tenevano fuori da tutto”, ha dichiarato Francesco Totti. E l’affondo, quando parla della volontà della società “di allontanare i romanisti dalla Roma. E’ questo che volevano e ci sono riusciti”.
Prima con lui poi con Daniele de Rossi “che meritava rispetto: dissi ai dirigenti di parlargli a settembre”. Sulla scelta del nuovo allenatore: “Ho sentito Conte da cui avevo avuto l’ok poi ci sono stati problemi”. Più volte parla di “quel signore”. Si tratta di Franco Baldini. “Uno di noi doveva uscire. L’ho fatto io per amore della Roma”. “A Trigoria ci sono persone che fanno il male della Roma. E Pallotta molte cose non le sa. Quando il capo non c’e’ fanno quello che gli pare. Non parlo male di lui ma di certo deve cambiare registro”, dice Totti riferendosi a Pallotta.
“Ho molto altro da dire”, afferma l’ex capitano, ma per adesso l’importante per i tifosi “e’ continuare a tifare la Roma”. Lo farà anche lui, forse dalla curva sud, forse con lo stesso Daniele De Rossi. Il suo addio forse non è proprio tale. Troppo forte il legame con la Roma. Ma fino a quando ci sarà questa società lui non ci sarà.