PER UN NUOVO SONDAGGIO VINCE MACRON, DISTACCO SALE A 62%-38%
Scappa via Marine Le Pen, vittima di una nuova contestazione con lancio di uova, con Nicolas Dupont-Aignan dalla cattedrale di Reims. Nell’ultimo giorno di campagna presidenziale, la candidata del Front National e il suo alleato hanno deciso di uscire da una porta secondaria per non affrontare la folla di giovani anti-Fn assiepata fuori dallo storico edificio religioso. Le Pen in un tweet: “Violenze anche in cattedrale, nessuna dignita’”. Massima allerta attentati dopo l’appello dell’Isis ai lupi solitari: ‘uccidete Macron e Le Pen, attaccate i seggi’. Cresce il vantaggio del leader di En Marche: 62% a 38%.
Fuga all’inglese per Marine Le Pen, vittima di una nuova contestazione con lancio di uova, e Nicolas Dupont-Aignan dalla cattedrale di Reims. Nell’ultimo giorno di campagna presidenziale, la candidata del Front National e il suo alleato di Debout la France hanno deciso di uscire da una porta secondaria per non affrontare la folla di giovani anti-Fn che si era assiepata fuori dallo storico edificio religioso. Le Pen in un tweet: “Violenze anche in cattedrale, nessuna dignita’”. Intanto cresce dopo il dibattito in tv il vantaggio di Macron su Le Pen. Per un sondaggio Elabe per BFM-TV, l’esponente di En Marche vince con il 62% dei voti, contro il 38% della sfidante.
Una “folla in collera” ha accolto la candidata del Front National, Marine Le Pen, e il suo potenziale futuro primo ministro, Nicolas Dupont-Aignan al loro arrivo nella cattedrale di Reims. Lo riferisce ‘France Bleu Champagne Ardenne’ precisando che della folla facevano parte diversi studenti simpatizzanti de ‘La France insoumise’ e anche sostenitori di ‘En Marche’. Secondo BFMTV dai manifestanti – che scandivano slogan come ‘F come fascisti, N come nazisti’ è partito un lancio di uova. Entrati all’interno della cattedrale dove si svolsero LEincoronazioni di tutti i re di Francia, la presidente del Front National e quello di ‘Debout la France’ sono andati via attraverso un’uscita posteriore.
“I sostenitori del signor Macron agiscono con violenza ovunque, anche alla cattedrale di Reims, un luogo simbolico e sacro. Nessuna dignita’”: lo scrive in un tweet Marine Le Pen dopo la sua visita contestata a Reims con tanto di lanci di uova. In un tweet pubblicato poco prima, Marine Le Pen rendeva omaggio alla storica cattedrale di Reims in cui “venne battezzato Clodoveo, Re dei Franchi”. Dopo aver visitato l’edificio religioso, la paladina dell’estrema destra e’ stata costretta a dileguarsi da un’uscita di sicurezza intorno alle 13 insieme all’alleato Nicolas Dupont-Aignan a causa della folla di giovani anti-Fn che l’attendeva davanti alla porta principale. Dupont-Aignan ha protestato contro queste “deplorevoli manifestazioni gauchiste che non rispettano in nulla la democrazia e la storia di Francia”. Tra gli slogan anti-Le Pen a Reims “Resistenza” e “Marine, ridacci i soldi”.
Domenica 47,6 milioni di francesi torneranno alle urne per il ballottaggio per l’elezione del presidente della Repubblica. A sfidarsi nella corsa all’Eliseo Emmanuel Macron, candidato di ‘En Marche’, e Marine Le Pen, candidata del Front National. I seggi apriranno alle 8 e chiuderanno alle 19 in gran parte della Francia. Nelle grandi città resteranno aperti fino alle 20. Il primo turno, celebrato il 23 aprile, ha fatto registrare un tasso di partecipazione del 77,77%. Macron è arrivato in testa, con il 24,01% dei voti, Le Pen al secondo posto con il 21,30%, pari a 7,6 milioni di preferenze, record storico per il partito. La partita a quattro dell’ultima fase della campagna in vista del primo turno, giocata anche da François Fillon (Les Républicains) e Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise) si è conclusa con la loro sconfitta con il 20,01% dei voti per il primo, e 19,58% per il secondo. Il candidato del partito socialista Benoit Hamon ha subito quella che ha riconosciuto essere stata una ‘sconfitta storica’, raccogliendo appena il 6,36% dei voti, Nicolas Dupont-Aignan (Debout la France) il 4,7%, Jean Lassalle l’1,21%, Philippe Poutou (Nouveau Parti Anticapitaliste) l’1,09%, gli altri sono rimasti tutti sotto la soglia dell’1 per cento di preferenze (François Asselineau, Nathalie Artaud, Jacques Cheminade).
Se dal 1974 la partecipazione al voto è sempre stata più forte al ballottaggio che al primo turno delle presidenziali, quest’anno LE cose potrebbero andare diversamente. Una parte degli elettori del primo turno potrebbe scegliere di non recarsi alle urne il 7 maggio prossimo. Se alcuni istituti azzardano previsioni, altri – come Elabe – hanno scelto di non fare stime sulla partecipazione concentrandosi invece sui possibili trasferimenti di voti tra il primo e il secondo turno dai candidati eliminati a quelli rimasti in lizza. Tra gli elettori di Jean-Luc Mélenchon, Benoît Hamon e François Fillon – ma anche di candidati minori – molti potrebbero scegliere di votare scheda bianca o di non andare ai seggi al ballottaggio. Perché tra il candidato di ‘En marche’ e quella del ‘Front National’ la scelta “è impossibile”, ha detto qualcuno. Perché “hanno già dato”, come hanno spiegato ai giornali francesi, con “il fronte repubblicano” o il “voto di sbarramento” nel 2002. O perché si rifiutano di offrire “un buon risultato” a Emmanuel Macron, di cui ritengono certa la vittoria.
Stando ad un sondaggio Odoxa per France Info pubblicato oggi, si prevede un minimo storico di partecipazione al ballottaggio di domenica. Alle urne dovrebbe infatti recarsi il 75% degli aventi diritto, il tasso più basso dal 1969, quando al ballottaggio che oppose George Pompidou de l’Union pour la défense de la République e Alain Poher del Centre démocrate andò a votare meno del 70% degli iscritti. L’astensione – dice il sondaggio – è più alta tra i simpatizzanti dei partiti a sinistra del PS, sostanzialmente gli Insoumis (34%) mentre raggiunge il 10% tra i simpatizzanti del PS e il 28% tra quelli della destra, spiega l’istituto, ricordando che il leader di la France Insoumise Jean-Luc Mélenchon ha preferito non dare indicazioni di voto per il secondo turno. Il nuovo inquilino dell’Eliseo si insedierà al più tardi il 14 maggio: poche ore dopo lo scadere – alla mezzanotte del giorno precedente – del mandato di François Hollande.