Una bomba atomica. Il giorno dopo la sentenza che l’ha condannata a quattro anni di carcere e cinque di ineleggibilita’, Marine Le Pen ha accusato i magistrati di avere sganciato contro di lei l’arma nucleare per impedirle di ricandidarsi alle presidenziali del 2027. Ma, ha ribadito, non ha intenzione di mollare. “Il sistema ha sganciato la bomba atomica”, ha detto davanti ai deputati del Rassemblement National riuniti in Parlamento. E se “sta usando un’arma cosi’ potente contro di noi, e’ ovviamente perché’ siamo sul punto di vincere le elezioni”, ha proseguito. Aggiungendo: “Non li lasceremo fare”. La leader di Rn intanto raccoglie la solidarieta’ della destra di
tutto il mondo, da Trump a Orban. Il presidente del partito, Jordan Bardella, ha annunciato manifestazioni in Francia. “I francesi devono indignarsi e questa fine settimana organizzeremo distribuzioni di volantini”, ha detto. La decisione, ha ribadito, e’ “sproporzionata e non in linea con la giurisprudenza del Consiglio costituzionale. Si tratta di una pura e semplice negazione dello Stato di diritto’.

E’ intervenuto il procuratore generale della Corte di Cassazione, Remy Heitz: ‘Questa non e’ una decisione politica ma giudiziaria, presa da tre giudici indipendenti e imparziali’, ha detto in un’intervista a Rtl, arrivata ‘dopo un dibattito in contraddittorio durato due mesi e un’indagine durata anni’.
Per il secondo processo ci vorrà almeno un anno, ma potrebbe finire in tempo per la campagna elettorale del 2027. “Tecnicamente, e’ possibile”, ha spiegato Heitz, “ma dipendera’ dal calendario” del tribunale. Per il momento, nessuno vuol ufficialmente parlare di candidatura alternativa. Bardella ha giurato lealta’ alla leader: “Finche’ non avremo combattuto questa ingiustizia e non avremo fatto ricorso a tutti i mezzi possibili, mi rifiuto di entrare in questo scenario”. E Marine Le Pen ha ribadito: “Jordan e’ una risorsa straordinaria”, ma “non mi ritiro”.