Mentre il Paese è nel pieno della campagna referendaria, il centrodestra accelera sulla riforma del sistema di voto. Dopo una “riunione fiume” nella storica sede di via della Scrofa, la maggioranza ha raggiunto un accordo di massima su quello che è già stato ribattezzato lo “Stabilicum”. Immediata e durissima la reazione delle opposizioni, che parlano di un tentativo di distrarre l’opinione pubblica dal voto sulla giustizia del 22-23 marzo. Premio di maggioranza al 40% e sbarramento al 3%. Il Pd insorge: «Proposta irricevibile, pensano solo a garantire se stessi». Conte: «Niente per i lavoratori, ma intesa lampo per le poltrone».
La maggioranza ha rotto gli indugi. Gli “sherpa” di FdI, Lega e Forza Italia hanno definito l’ossatura della nuova legge elettorale, che potrebbe approdare in Commissione alla Camera già all’inizio della prossima settimana. L’obiettivo dichiarato è la stabilità, ma il testo ha scatenato una vera e propria trincea politica.
“Il voto si esprime tracciando un segno sul contrassegno della lista prescelta ed è espresso per tale lista e per i candidati delle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’attribuzione del premio di governabilità ad essa collegati. Se è tracciato un segno nel rettangolo contenente i nomi dei candidati delle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’attribuzione del premio di governabilità, il voto è espresso anche per la lista ad esso collegata e, nel caso di più liste collegate, il voto è ripartito tra le liste della coalizione in proporzione ai voti ottenuti nel collegio”. È quanto prevede il modello di scheda elettorale, sia per la Camera dei deputati sia per il Senato, previsto dal ddl di riforma elettorale depositato oggi dalla maggioranza. Il modello sarebbe dunque quello delle liste bloccate.
I punti cardine dello “Stabilicum”
Il nuovo sistema si basa su un impianto proporzionale con correttivi decisi:
- Premio di maggioranza: Scatta per la coalizione che raggiunge il 40% dei voti (anche “di un soffio”).
- Sbarramento: Fissato al 3% per l’ingresso in Parlamento.
- Premierato “morbido”: Nessuna indicazione del candidato Premier direttamente sulla scheda elettorale, ma obbligo di indicarlo chiaramente nel programma di coalizione da presentare al Colle.
- Il nodo preferenze: È il punto più delicato. Fratelli d’Italia spinge per introdurle, mentre Lega e Forza Italia restano scettiche. La decisione finale spetterà a un vertice tra Meloni, Salvini e Tajani nei prossimi giorni.
L’ira delle opposizioni: «Un bluff per coprire il Referendum»
Il fronte progressista ha reagito con una nota congiunta definendo la proposta “irricevibile”. Il PD (Boccia, Braga, Zingaretti): «In un Paese normale ci si aspetterebbe un vertice notturno per i fondi a Niscemi o per il salario minimo, non per garantire le proprie poltrone. È una riforma fatta per se stessi».
Giuseppe Conte (M5S): «Trovano l’intesa per salvare i politici dalle inchieste e per la legge elettorale, ma dicono no al salario minimo per 60mila rider sfruttati. È una vergogna».
AVS (Fratoianni e Bonelli) denunciano un “tentativo bislacco” di spostare l’attenzione dal referendum sulla giustizia per paura di una sconfitta nelle urne. «Non ci provate», avverte Fratoianni.
Dal fronte della maggioranza, il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, rispedisce le accuse al mittente: «Le critiche delle opposizioni sono preconcette. Non hanno nemmeno letto il testo. Quando sarà depositato, saremo aperti al dialogo con chiunque voglia migliorare il sistema».
La bussola dello “Stabilicum” vs “Rosatellum”
| Caratteristica | Rosatellum (Attuale) | Stabilicum (Proposta) |
| Sistema | Misto (Uninominale + Proporzionale) | Proporzionale con premio |
| Premio di Maggioranza | Assente | Sì (al raggiungimento del 40%) |
| Sbarramento | 3% | 3% (Confermato) |
| Preferenze | Liste bloccate | In discussione (chieste da FdI) |
| Candidato Premier | Indicazione facoltativa | Obbligatoria nel programma |