PRIMO VOTO SUL TESTO BASE, IL 30 LA DIREZIONE
Il Pd stringe nella ricerca di un’intesa sulla legge elettorale. ‘Da soli non abbiamo i numeri’, replica la sottosegretaria Boschi a chi parla di ‘inciucio’. Domani al primo voto il Rosatellum, testo base in commissione. Il 30 maggio la riunione della Direzione Dem sulla riforma che sara’ convocata da Renzi. ‘Massimo apertura, si parte dal Legalicum’, dice Di Maio del M5s, mentre Alfano rivendica ‘mani libere’ a Ap. Bersani si schiera contro il voto a ottobre: ‘Cosi’ aumentera’ l’Iva…’.
“Per tutta la settimana il Pd sara’ pronto a incontrare gli altri partiti, nelle forme e nelle delegazioni che siamo pronti a concordare con i singoli schieramenti. E martedi’ 30, al termine di questo percorso, discuteremo in modo trasparente in Direzione Nazionale della linea da prendere: perche’ noi siamo un partito democratico nel nome e anche nei fatti”. Lo scrive Matteo Renzi su Facebook. “Le cose stanno piu’ o meno cosi’. Se fai un accordo sulle riforme con Forza Italia, non va bene: no al Patto del Nazareno”, continua Renzi. “Se l’accordo si rompe, non va bene: che arrogante, vuole fare tutto da solo. Se provi a coinvolgere i Cinque Stelle, vuoi l’inciucio; se non li coinvolgi, hai paura di Grillo. Se metti la fiducia sulla legge Elettorale, e’ deriva autoritaria. Se invece ci sono milioni di emendamenti, vuoi l’immobilismo. Se c’e’ il ballottaggio, governa una minoranza, questa non e’ democrazia! Se non c’e’ il ballottaggio, allora vuoi le larghe intese, questa non e’ democrazia! Voti l’italicum e ti chiedono il mattarellum. Accetti il mattarellum e ti chiedono il rosatellum. Accetti il rosatellum e ti chiedono il tedesco. Discuti del tedesco e ti dicono ‘Ah, come era bello l’italicum’ Chiamiamolo kafkianum, si fa prima. Se non fosse una cosa seria, ci sarebbe quasi da ridere”, aggiunge il segretario del Pd. “Ma non possiamo permettercelo. E dunque”, aggiunge Renzi, “mentre sosteniamo con forza il Governo Gentiloni impegnato negli incontri internazionali e nell’attuazione delle riforme dei MilleGiorni (pensioni, periferie, poverta’, dpcm investimenti), riproviamo con la tela di Penelope della legge Elettorale. Ma vogliamo farlo chiedendo a tutti i partiti di tirare giu’ le carte in modo chiaro. Alla fine ciascuno si prendera’ le proprie responsabilita’ davanti agli italiani senza giochi e giochetti. Una politica diversa e’ anche una politica che dice basta a chi vuole solo rinviare, a chi sa solo dire no. Noi ci siamo. E vogliamo andare avanti, insieme”.