“Questo è un momento memorabile per l’Europa: oggi abbiamo dimostrato che l’Unione europea è pronta alla sfida, costruendo l’Ue della difesa ed ergendosi spalla a spalla con l’Ucraina. Perché alla fine, ciò che tutti noi vogliamo, meritiamo e per cui lavoriamo è la pace, e la sicurezza”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, durante la conferenza stampa al termine del vertice straordinario di Bruxelles, sintetizzando l’esito della discussione tra i capi di Stato e di governo. Costa ha anche spiegato in modo efficace la messa nell’angolo dell’Ungheria, che non ha voluto firmare il testo del Consiglio europeo sull’Ucraina, facendo mancare l’unanimità necessaria per le conclusioni formali e costringendo gli altri governi a sottoscrivere un testo a 26, che comunque esprimono chiaramente la loro posizione. Tra i Ventisette, ha detto Costa rispondendo a un giornalista in spagnolo “tutti vogliono la pace; la differenza è che 26 paesi credono al percorso per la pace attraverso il rafforzamento delle capacità di difesa dell’Ucraina. L’Ungheria si è isolata da questo consenso, ed è rimasta sola. Un paese isolato non crea una divisione. I Ventisei continuano uniti, con una posizione comune, e continueranno ad appoggiare l’Ucraina, come abbiamo fatto dal primo giorno, il 24 febbraio 2022. E così continueremo”, ha assicurato il presidente del Consiglio europeo. Rispondendo a una domanda su quanto questa divisione possa indebolire l’Europa, Costa, ha ricordato che comunque che dal 2022 l’Ue è stata in grado di approvare 16 pacchetti di sanzioni contro la Russia.
“La migliore garanzia di sicurezza dell’Ucraina è l’esercito ucraino e ora lo strumento da 150 miliardi darà un contributo al suo sostegno perché una sua quota andrà all’Ucraina”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen al termine del vertice Ue. Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha poi aggiunto che grazie alla deroga al Patto di stabilità i capitali avranno più spazio fiscale per gli aiuti militari e da alcuni Stati membri arrivano promesse aggiuntive per 15 miliardi di euro.
“Quello che sosterremo è l’idea che si possa avere un finanziamento comune” tra i paesi membri dell’Ue. “Lo spazio di bilancio lasciato a livello nazionale non è una soluzione soddisfacente”, ha aggiunto, rammaricandosi che esistano “molte differenze tra gli Stati membri”. “Se vogliamo davvero grandi programmi europei, abbiamo bisogno di investimenti europei”. “Dobbiamo spendere di più, individuare le migliori aziende e aumentare la produzione”, ha aggiunto, sottolineando “il momento dell’azione” per l’Europa. “Dobbiamo dotare noi europei di capacità di difesa autonoma”.
“La migliore garanzia di sicurezza per l’Ucraina è l’esercito ucraino”. Lo dice la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, dopo il vertice straordinario. “Stiamo lavorando – aggiunge – a un nuovo strumento per consentire anche agli Stati membri, attraverso un approvvigionamento congiunto, di acquisire le capacità militari necessarie che poi potranno essere fornite all’Ucraina”. Per Costa “la migliore garanzia di sicurezza sono gli ucraini stessi. Dal 24 febbraio 2022 l’esercito ucraino sta resistendo. Molte persone credevano a quel tempo di non poter resistere più di tre giorni, poi più di tre settimane. Ora stanno resistendo da più di tre anni, e noi siamo al fianco dell’Ucraina dal primo giorno e continueremo” a farlo.
“Vogliamo la pace per l’Ucraina e attraverso l’Ucraina. Una pace solida e duratura, che garantisca la sovranità dell’Ucraina e non sia un bonus per l’aggressore, né una capitolazione, né un cessate il fuoco senza garanzie”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo straordinario a Bruxelles. “La priorità è sostenere l’Ucraina e il suo esercito nel brevissimo termine”, ha proseguito, illustrando nel dettaglio i piani degli Stati membri. “Nel 2025 l’Ue erogherà all’Ucraina 30,6 miliardi di euro, finanziati dagli interessi sui beni russi congelati”. “L’idea è di procedere verso una tregua che permette di misurarla e verificarla”, ha spiegato Macron. “Una tregua nell’aria, in mare e sulle infrastrutture civili, che possa consentire di discutere di cosa costituisca garanzia di sicurezza in senso lato, che vada dal rafforzamento dell’esercito ucraino alla presenza di forze europee o non europee in Ucraina, fino ad altri tipi di garanzie”.
‘Abbiamo condotto una battaglia per escludere la possibilità che i fondi di coesione venissero forzatamente dirottati alle spese sulla difesa. È rimasta una clausola che prevede la volontarietà ma l’Italia non intende farlo’, dice Meloni al termine del vertice Ue. La premier boccia poi l’ipotesi di inviare truppe europee in Ucraina, chiedendo invece di estendere l’articolo 5 Nato a Kiev. Promossa la proposta tedesca di una revisione organica del Patto di stabilità che, a giudizio di Roma, dovrebbe comprendere anche la competitività. “Quella di Viktor Orban è una posizione che ha sempre avuto, mi pare che le cose poi si riescano a portare avanti lo stesso. Una posizione diversa ce l’ha sempre avuta, l’ha sempre avuta con molto rispetto e ci ha sempre consentito di fare il nostro lavoro”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni, fuori dall’hotel dove alloggia a Bruxelles, rispondendo a una domanda dei cronisti sul veto ungherese alla parte sull’Ucraina delle conclusioni del Consiglio europeo.