PM, NON CI SONO ELEMENTI PER PARLARE DI ORIGINE DOLOSA
L’amministratore unico della societa’ Antonio Buongiovanni e’ indagato “per incendio e inquinamento colposo”. Lo ha detto il procuratore di Velletri Francesco Prete in merito all’incendio alla Eco X di Pomezia. Dai primi accertamenti e’ emerso che la Eco X era gia’ stata sanzionata nel 2012 per irregolarita’ “con certificazioni antincendio”. “Allo stato non ci sono elementi per parlare di incendio doloso”, ha detto il procuratore capo di Velletri Francesco Prete. “Le cause del rogo sono ancora ignote ma e’ stato accertato che l’innesco e’ avvenuto all’esterno dei due capannoni in una zona in cui era accatastata un ingente quantita’ di rifiuti”, ha aggiunto.
C’è un primo indagato per l’incendio nel deposito di Pomezia dello scorso 5 maggio. Si tratta di Antonio Bongiovanni, amministratore unico della Eco servizi per l’ambiente srl (ramo di azienda della Eco X) responsabile della struttura dove è avvenuto il rogo. Bongiovanni risponde di inquinamento ambientale colposo e incendio colposo. Lo sottolinea la procura della Repubblica di Velletri.
“Non ci sono elementi per parlare di un’azione di natura dolosa”. Lo ha ribadito il capo della Procura di Velletri Francesco Prete ricordando che si procede per ipotesi colpose a seguito del rogo della Eco X. Il magistrato ha evitato di commentare le parole di chi, come il sindaco di Pomezia, ha parlato oggi in consiglio comunale di “grave attentato al territorio”.
Altissimi valori di diossina (77,5 picogrammi) e di Pcb (394 picogrammi) sono stati registrati da Arpa Lazio e Asl Rm6 il 6 maggio scorso, nelle immediate vicinanze dello stabilimento della Eco X di Pomezia, quando le operazioni di spegnimento del rogo erano ancora in corso. E’ quanto emerso nella conferenza stampa tenutasi alla procura di Velletri. Marco Lupo, dell’Arpa Lazio, e Narciso Mostarda, della Asl Rm6, hanno sottolineato “che al di fuori delle vicinanze dell’impianto di trattamento dei rifiuti non sono emerse particolari criticita’”. Tutto cio’ fa auspicare chi sta indagando sull’incendio che l’emergenza stia per terminare. Durante l’incontro con i giornalisti e’ stata confermata la presenza di amianto nel tetto dello stabilimento, ma escluse quantita’ significative dello stesso nel centro di Pomezia. Nel quadro delle attivita’ finora svolte si e’ appreso che anche nei tre pronto soccorso adiacenti a Pomezia non sono stati registrati ricoveri dovuti all’inquinamento causato dall’incendio.
“Noi abbiamo monitorato tutti i pronto soccorso della zona, ad Anzio, Albano e Pomezia”. Ha sottolineato Narciso Mostarda, direttore della asl Roma 6, durante la conferenza stampa convocata dalla procura di Velletri sulla vicenda del rogo del 5 maggio.Nella casa di cura Sant’Anna, pronto soccorso di Pomezia, sono arrivate il 5, sette persone, una delle quali lamentava bruciore agli occhi a seguito dell’incendio. Le analisi su campioni vegetali, effettuati con l’aiuto dell’istituto zooprofilattico non hanno fornito dati preoccupanti.”Il monitoraggio sanitario prosegue, e viene fatto anche sul latte degli animali”, ha proseguito Mostarda.Gli istituti preposti continuano a monitorare la situazione pur evidenziando che la fase emergenziale è finita.