CRESCONO I CONSUMI. FERMI I REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE
Nel primo trimestre il Pil italiano, destagionalizzato e corretto per il calendario, e’ salito dello 0,3% sul trimestre precedente e dell’1,4% annuo. Lo rileva l’Istat, confermando le stime. Secondo l’istituto inoltre nel primo trimestre del 2018 i consumi finali nazionali sono saliti dello 0,3% sul trimestre precedente grazie all’aumento della spesa delle famiglie. Fermi i redditi da lavoro dipendente pro-capite.
Nonostante una frenata dell’export e grazie alla spinta della domanda interna l’economia italiana continua a crescere primo trimestre del 2018. L’Istatconferma per il Paese un aumento del Pil sui tre mesi dello 0,3% e dell’1,4% su base annua. Nell’ultimo quarto del 2017, il progresso era stato sempre dello 0,3% sui tre mesi precedenti, ma dell’1,6% sull’anno precedente. La crescita acquisita per il 2018 è invece pari allo 0,8%. La tenuta italiana rincuora soprattutto se si considerano le notizie provenienti dall’industria. Marzo e aprile hanno visto infatti il Pmi manifatturiero continuare a perdere punti. Una tendenza proseguita anche a maggio, rileva oggi Ihs Markit aggiornando il valore a quota 52,7 punti. Tornando al Pil, la domanda nazionale ha dato un contributo nullo alla crescita trimestrale, per effetto dell’apporto positivo della spesa delle famiglie (+0,3 punti percentuali), bilanciata dal freno degli investimenti (-0,2 punti) e dal contributo nullo della spesa della pubblica amministrazione. Un ampio contributo positivo (+0,7 punti) viene dalla variazione delle scorte. Rispetto ai settori, il primo trimestre dell’anno è positivo per l’agricoltura, che registra un aumento del valore aggiunto del 4,6%. Bene anche l’insieme dei servizi, che segna una crescita dello 0,3%, mentre l’industria segna una diminuzione dello 0,1%. Per quanto riguarda l’occupazione, i dati dell’istituto di statistica evidenziano una fase di arresto. I redditi da lavoro dipendente pro-capite, infatti, hanno registrato una crescita nulla rispetto al trimestre precedente. In leggero aumento (+0,3%) il dato su base annua. Le ore lavorate hanno registrato invece una diminuzione dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. A smorzare l’ottimismo sono i commenti dei consumatori. Secondo il Codacons i dati non possono ritenersi soddisfacenti, e la crescita è ancora “debolissima”. La ripresa dei consumi “ancora non si vede”, segnala il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi, spiegando che “rischia di non vedersi ancora per molto tempo se scatterà l’aumento dell’Iva”. Federconsumatori sottolinea, invece, i rischi derivanti dal contesto internazionale. Secondo l’associazione, alla luce “dell’incauta politica dei dazi avviata oltreoceano dagli Usa” si prospetta uno scenario “allarmante”, in cui la prospettata guerra doganale “rappresenta una enorme minaccia nei confronti del sistema produttivo italiano ed europeo”.