L’annuncio del premier britannico Keir Starmer, che segue quello della Francia, riaccende il dibattito in Italia sul riconoscimento dello Stato di Palestina. Mentre il fronte europeo dei Paesi favorevoli a tale mossa si allarga, l’opposizione italiana alza la voce e incalza il governo Meloni.
Il Partito Democratico, con la capogruppo alla Camera Chiara Braga, attacca direttamente: “Dopo la Francia, un altro grande paese occidentale, la Gran Bretagna, si appresta a riconoscere la Palestina. Scelte che fanno la differenza, che consentono di riallacciare i fili con il mondo arabo, di riconoscere un contesto dove il diritto internazionale, il diritto alla sovranità e all’autodeterminazione conta. Meloni che aspetta?”. Sulla stessa linea si schierano anche il Movimento Cinque Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra (Avs).
La posizione del governo, ribadita in serata dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani, rimane cauta. “Uno stato deve avere un popolo e una unità territoriale, che adesso non c’è”, ha spiegato Tajani. Pur non essendo contrario in linea di principio al riconoscimento, il titolare della Farnesina ha sottolineato la necessità che “ci sia uno stato palestinese”, escludendo categoricamente il riconoscimento di Hamas, definita “un’organizzazione terroristica”. Ha poi aggiunto l’urgenza di “impedire che la Cisgiordania, come dicono alcuni ministri del governo israeliano, venga fagocitata”.
La premier Giorgia Meloni, in occasione dell’analogo annuncio di Macron, aveva già definito la mossa francese “controproducente”, argomentando che “se qualcosa che non esiste viene riconosciuto sulla carta, il problema rischia di sembrare risolto, quando non lo è”.
A rendere la questione ancora più delicata si aggiunge la netta differenza di vedute con la Santa Sede. Nei giorni scorsi, il Segretario di Stato Pietro Parolin aveva replicato alle osservazioni della premier affermando: “Non è prematuro, noi lo abbiamo già fatto”, sottolineando come per il Vaticano la costruzione di uno Stato palestinese non sia un prerequisito al riconoscimento.
Il crescente attivismo diplomatico di Francia, Germania e Gran Bretagna evidenzia l’assenza dell’Italia in un asse europeo sempre più coeso. Starmer ha infatti annunciato un piano congiunto con Parigi e Berlino per aiuti immediati a Gaza e un “percorso di pace” che ponga le basi per la soluzione dei “due Stati”. A conferma di questa intesa, il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato una missione congiunta dei tre Paesi in Israele per la prossima settimana, con l’obiettivo di presentare la posizione unanime dei rispettivi governi. Un’iniziativa congiunta impensabile fino a poche settimane fa, che mette in luce un’Italia isolata su questo fronte.