QUIRINALE VERSO ESECUTIVO ELETTORALE PER ARRIVARE AL 2019. SALVINI, PROSSIME ELEZIONI SONO UN REFERENDUM TRA LEGA E M5S
Il centrodestra resta unito e sembra sfumare il governo, riproposto da Luigi Di Maio, al Quirinale, di M5s e Lega. Il capo di M5s, a proposito dell’ipotesi di un voto a luglio – ma sulla data sono in corso incontri tra i leader -, ironizza: ‘chi e’ causa del suo mal pianga se stesso’. Salvini e’ disponibile invece a fare un governo di centrodestra e trovare la maggioranza in Aula. Il Quirinale pensa ad un governo elettorale, per arrivare all’inizio del 2019 e salvare il Paese dall’esercizio provvisorio e dall’aumento Iva. Ma serve un governo anche con il ritorno al voto subito. Quindi se il governo del presidente non ottenesse la fiducia del Parlamento, due le strade: o il voto a luglio, l’8 e’ l’ipotesi evocata anche da Salvini dopo l’incontro con Di Maio che si e’ detto d’accordo, o a fine settembre-primi di ottobre. Il Pd dice basta con il gioco dell’oca, niente incarichi al buio, ma uno sforzo super partes. Per Pietro Grasso, leader di Leu e’ irrispettoso che i partiti parlino di voto.
“Io aspetto sempre che ci sia qualche novità per poter dare vita all’incarico che ho chiesto al Presidente Mattarella, perché ho chiesto i voti per governare e non per votare e rivotare. Se ci fossero ancora i veti incrociati che ad oggi ancora ci sono, la cosa più seria da fare, invece di inventarsi governi alla Monti o alla Fornero, è andare dagli italiani il prima possibile. Non è quello per cui stiamo lavorando”. Lo dice Matteo Salvini ai cronisti all’uscita della Camera dei deputati. “Se tutti rimanessero fermi sulle loro posizioni, se Di Maio continua a dire no a Berlusconi e se Berlusconi continua a dire no a Di Maio, tempo da perdere non ce n’è e la parola torna agli italiani. La data di domenica 8 luglio è quella più vicina”, rimarca il segretario della Lega, sottolineando che la data è condivisa dal leader del M5S. “Come Lega e personalmente sto provando fino all’ultimo a dare un governo a questo Paese, cercando di togliere veti e litigi. Se ci riesco sono contento e si parte subito altrimenti l’unica soluzione e’ tornare al voto”, afferma Salvini.
“E’ chiaro ed evidente che il problema non era l’impuntatura sul premier, è chiaro ed evidente che il fatto che Di Maio volesse fare il premier era una scusa, la Lega sapeva da settimane che avremmo potuto decidere insieme un presidente del consiglio dei ministri per far partire un governo su tre cose che ci stavano a cuore: abolizione della Fornero, legge anticorruzione, reddito di cittadinanza”. Lo ha detto il leader M5s Luigi Di Maio, parlando con i giornalisti a Montecitorio. “Stamani dopo l’ultima proposta fatta ieri pubblicamente – ha aggiunto – il centrodestra si ostina a volersi presentare in Parlamento, non hanno i numeri, è un incarico che probabilmente non avranno mai anche perchè questo incarico si dovrebbe fondare su voltagabbana e traditori del mandato elettorale. Salvini sta chiedendo un mandato per sostenere un suo governo su voltagabbana e cambi di casacca”.
Dopo aver illustrato nello studio alla vetrata del Quirinale le proprie posizioni, Salvini e Di Maio si sono incontrati a Montecitorio. Arriva cosi’ la proposta, da portare insieme a Mattarella, di riaprire le urne il prossimo 8 luglio, in presenza di veti reciproci fra i partiti e in assenza di un Governo politico. Ma e’ questa, per tutta la giornata , l’unica nota all’unisono che viene registrata. Per il resto ognuno, rispettivamente ha continuato a ribadire quanto ha ripetuto in questi giorni, con Di Maio che assicura, peraltro, che IL suo passo di lato non e’ stato concordato con Salvini, ma che era chiaro a tutti che le priorita’ fossero altre rispetto ad una eventuale premiership da contendere. “Oggi ancora una volta il centrodestra di Salvini, Berlusconi e Meloni si e’ presentato unito” per chiedere un mandato per andare in Parlamento a cercare i voti, ha detto il capo politico di M5s Luigi Di Maio in diretta Facebook. Ed ha attaccato: “rispetto a un Governo del cambiamento Salvini ha scelto ancora una volta Berlusconi. Ma soprattutto da quello che dobbiamo dedurre e’ di formare non un Governo del cambiamento di centrodestra, ma un Governo dei voltagabbana, della compravendita dei parlamentari, dei traditori del mandato politico nella migliore delle ipotesi”. Poi ha sottolineato: “abbiamo ottenuto il 33% alle ultime elezioni nonostante fossimo dati dai sondaggi al 29%; oggi siamo dati a circa al 35%. Possiamo arrivare al 40% e governare da soli. Io altre opportunita’ o chance non ne vedo. Le abbiamo provate tutte con tutti”. Per M5s, ha aggiunto, da oggi e’ partita la campagna elettorale. E ancora: Fi E Pd saranno quelli che piu’ pagheranno le elezioni anticipate. “Se si andra’ “al voto, sono convinto che vinciamo da soli e poi finalmente si passa dalle parole ai fatti”, gli ha fatto da controcanto Matteo Salvini. Ce la sto mettendo tutta da due mesi: permettetemi questo sfogo”, ha detto rivolto ai fan che lo seguivano in diretta fb. “E’ da due mesi che mi scontro, fra i ‘no’, i litigi i veti tipo ‘Se c’e’ Di Maio non c’e’ Berlusconi'”, ha ricordato, con riferimento alle richieste confliggenti dei 5 stelle e di Silvio Berlusconi. “Dopo i tira i molla non vorrei che qualcuno avesse in testa l’ennesimo Governo Monti”, ha aggiunto. “La Lega ha rinunciato a tutto quello che poteva rinunciare”, ha continuato, ricordando anche lui il suo passo indietro sulla premiership.
“Dopo aver ascoltato il Presidente della Repubblica, la nostra posizione non e’ mutata: noi pensiamo che si debba partire dall’incarico a Salvini e per un Governo che parta dalla coalizione che e’ arrivata prima alle elezioni”, ha spiegato per Forza Italia Mariastella Gelmini, capogruppo alla Camera. “Se,diversamente, proseguono le posizioni e i veti legati alle posizioni di Di Maio e all’arroganza dei 5 stelle, non resta che il voto”. E sulla data dell’8 luglio Gelmini ha precisato: “adesso mi sembra prematuro parlare di date. Diciamo che o c’e’ un incarico a Salvini e al centrodestra, all’area politica che e’arrivata prima, altrimenti vedo solo il voto. Non vedo maggioranze diverse”.
“Ancora adesso leggo dichiarazioni totalmente irresponsabili e superficiali da parte delle altre forze politiche, persino irrispettose verso il lavoro del Colle di queste ore. Qui c’e’ da dare certezze al Paese con un Governo che blocchi l’aumento Iva e loro continuano a giocare al gatto e al topo. E’ davvero incredibile, il Paese non si merita tutto questo”, ha sintetizzato per il Pd, stigmatizzando, IL segretario reggente del partito Democratico, Maurizio Martina, uscendo dal Nazareno.