MINNITI: IL FASCISMO E’ MORTO. SALVINI: PERICOLO ANTIRAZZISTI
Oggi a Macerata manifestazione contro fascismo e razzismo, dopo la morte di Pamela e il blitz di Traini. Corteo antifascista anche a Milano, mentre in diverse citta’ cortei in occasione del Giorno del ricordo delle foibe. ‘Il fascismo in Italia e’ morto per sempre’, ribadisce il ministro Minniti, mentre il segretario della Lega Salvini attacca la sinistra: ‘Il pericolo sono gli antirazzisti, il ritorno dei marziani’.
Svolta nelle indagini sull’omicidio di Pamela Mastropietro. Hanno un volto, secondo la procura della Repubblica di Macerata, le persone coinvolte nel delitto e nella mutilazione del cadavere. Al fermo di Innocent Oseghale, gia’ in carcere, oggi pomeriggio si sono aggiunti anche quelli di Lucky Desmond, 22 anni, e Awelima Lucky, 27 anni. Quest’ultimo intercettato dai carabinieri alla stazione centrale di Milano mentre tentava di partire per la Svizzera. I due nigeriani sono stati interrogati per tutta la notte scorsa e buona parte della mattina nella caserma del comando provinciale dell’Arma. Alle 15, sono usciti solo per essere trasferiti nel carcere di Ancona. I primi risultati dell’autopsia, le intercettazioni telefoniche, assieme alle dichiarazioni rese hanno indotto i magistrati di Macerata a contestare i rati di concorso in omicidio volontario, vilipendio, distruzione, soppressione e occultamento di cadavere, oltre allo spaccio di stupefacenti. La Procura ha fatto sapere di ritenere cosi’ chiuse le indagini sulla morte della diciottenne romana.
Gli sviluppi sul caso di Pamela sono arrivati nello stesso momento in cui dai giardini Diaz di Macerata partiva il lungo corteo organizzato dai collettivi e dai centri sociali contro “ogni tipo di violenza, contro il fascismo e il razzismo”, in risposta al raid armato compiuto contro gli immigrati da Luca Traini, che sabato scorso ha ferito 6 persone e ora e’ in carcere con l’accusa di tentata strage aggravata dall’odio razziale. Alla manifestazione, in un primo momento vietata dalla questura, non hanno aderito ufficialmente Arci, Libera, Cgil e Anpi che hanno raccolto l’invito del sindaco di Macerata a rimandare le iniziative di piazza. Almeno 30.000 le persone, in maggioranza giovani, provenienti da tutta l’Italia, che hanno dato vita ad una manifestazione composta e ordinata. Nel serpentone, che ha costeggiato la cinta muraria della citta’, bandiere di associazioni, di organizzazioni di migranti, di Potere al popolo, Rifondazione comunista, ma anche di sezioni locali dell’Anpi, Libera, Fiom, oltre a quelle di Emergency e Arci. Tra i partecipanti Gino Strada, il deputato Pippo Civati, il leader di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, l’ex direttore dell’Unita’ Sergio Staino, il giornalista Adriano Sofri e l’europarlamentare Cecile Kyenge. “Il popolo – hanno commentato gli organizzatori – si e’ ripreso la strada nonostante i divieti.Una grande prova di liberta’ e di democrazia”. Si chiude, cosi’, una settimana che ha tenuto sotto pressione la citta’, a livello morale ma anche sotto il profilo dell’ordine pubblico. L’attenzione si sposta ora alle risultanze di un’autopsia, che dovranno fornire gli ultimi elementi per ricostruire esattamente chi ha partecipato all’omicidio e poi all’occultamento del cadavere di Pamela. Molto utili saranno anche le perizie del Ris dei carabinieri.
Una giornata “impegnativa”, con 150 manifestazioni in tutta Italia che hanno visto impegnati oltre quattromila uomini e donne delle forze di polizia. Al Viminale esprimono “soddisfazione” per come si sono svolte iniziative e cortei, parlando di una “sostanziale tranquillita’” per la sicurezza e l’ordine pubblico ad eccezione di Piacenza, dove si sono verificate “inaccettabili violenze”. Quanto alla temuta manifestazione di Macerata, al Viminale si sottolinea che si e’ svolta in un “clima pacifico e di assoluta serenita’”.
“Oggi a Milano oltre 20.000 persone sono scese in piazza in solidarietá alla comunitá antifascista di Macerata, rispondendo a un appello nato dal basso, rifiutandosi di stare in silenzio come avrebbe voluto qualcuno di fronte ai fatti di Macerata”. Si legge in una nota dei “promotori della Marcia Antifascista e Antirazzista” diffusa dal centro sociale il Cantiere. “Ad attraversare le vie della città – si legge – uomini, donne, bambini, migranti, autoctoni, comunitá lgbtqi, cittadine e cittadini uniti dalla lotta contro il fascismo e il razzismo. Da Milano a Macerata oggi decine di migliaia di persone hanno attraversato le vie delle città contro la violenza fascista, razzista e sessista, in solidarietà alle vittime e ai partigiani di Macerata. Quello che è successo a Macerata non si chiama “follia”, ma si chiama fascismo, si chiama razzismo, ed è lo stesso che ha ucciso Abba nel 2008 a Milano, lo stesso che ha ucciso Modou e Mor, Ibrahim, Emmanuel e purtroppo tanti altri. La risposta della città Medaglia d’Oro alla Resistenza è chiara: la Milano che vogliamo è una città meticcia e antirazzista, che vede nella diversità una ricchezza e rifiuta ogni tipo di discriminazione. Rifiutiamo il razzismo, promosso dalle politiche di questo Paese e dall’Europa, che chiamano “decoro” e “sicurezza” il peggior razzismo istituzionale. Rifiutiamo le retoriche razziste di chi, seduto in poltrona, soffia sulla paura puntando il dito contro il capro espiatorio, il migrante. Rivendichiamo la chiusura delle sedi nazi-fasciste, chiediamo a gran voce di smettere di dare agibilità ai neo-fascisti. Ribadiamo che Milano ama la libertà e odia il razzismo, portiamo solidarietà alle vittime di MACERATA e ai partigiani che oggi hanno deciso di far sentire la loro voce e sono scesi in piazza”.