Il presidente della Repubblica verso il bis. In mattinata lo stallo politico superato dopo un incontro di 40 minuti tra lui e Draghi. Il premier ha chiamato i leader, poi vertice della maggioranza e via libera alla riconferma. Salvini: “Non e’ una scelta di ripiego”. Letta: e’ cambiata la geografia politica, la crisi dei partiti e istituzionale e’ profonda. Berlusconi: “L’unita’ un dovere”. Conte: con rielezione di Mattarella ha vinto il Paese. Renzi: squadra che vince non si cambia.
Sergio Mattarella resterà al Quirinale. E sarà il nuovo presidente dopo se stesso: il secondo, dopo Giorgio Napolitano nel 2013, ad intraprendere un mandato bis. Un raddoppio a cui era avversario. Con molti dubbi, a suo tempo diligentemente spiegati, di natura costituzionale (il bis rischia di divenire una prassi). Ma che sono stati piegati di fronte all’impasse delle forze politiche.
“Se serve una mano io ci sono, a disposizione” e “farò del mio meglio” sono le parole che il presidente avrebbe detto durante l’incontro al Quirinale con i capigruppo e i governatori che sono andati a “pregarlo” di accogliere il secondo mandato. Ha messo condizioni? “No, nessuna condizione” hanno riferito i partecipanti.
Una introduzione di Mariolina Castellone, presidente dei senatori 5S, e poi la chiosa, un po’ informale del capogruppo alla Camera di Fi, di Paolo Barelli, “insomma le chiediamo di disfare gli scatoloni”. Raccontano che sia andata cosi’ la chiacchierata tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i capigruppo della maggioranza, saliti al Colle per chiedere al Capo dello Stato la disponibilita’ al bis. Un quarto d’ora al Quirinale, per i 12 rappresentati della maggioranza, che si erano accordati per intervenire solo in due, chiusi invece da Debora Serracchiani che, facendo sintesi, ha sottolineato che la rielezione era la volonta’ del Parlamento, come dimostrato gia’ dal voto di questi giorni. Parlamento ora pronto a scrivere in blocco “Mattarella” sulla scheda all’ottava votazione. Serve dare un segnale “di unita’ al Paese”, il senso del messaggio portato dai capigruppo. All’uscita dall’incontro Barelli scherza coi giornalisti in attesa, “ha detto di no”, poi la presidente dei senatori dem Simona Malpezzi e la sua collega di Fi Annamaria Bernini chiariscono che “e’ andato tutto bene”.
Mattarella “ha riconosciuto che vi sarebbe stata la possibilita’ di eleggere personalita’ di alto livello ma ha ancora una volta ribadito il profondo senso delle istituzioni che lo ha pervaso e ci ha detto che fara’ del suo meglio”. Lo dice Debora Serracchiani in conferenza stampa dopo l’incontro al Colle. Simona Malpezzi, capogruppo Pd al Senato, aggiunge: “Mattarella e’ un uomo delle istituzioni: ci ha accolto, ascoltato e ha accolto le istanze di un Parlamento che ha raccolto a sua volta le istanze di un Paese, con la sua solita capacita’ di comprendere i momenti che il Paese sta vivendo”.