Matthew si indebolisce ma continua a far paura e avanza sulla costa Atlantica degli Stati Uniti. Ieri si e’ abbattuto sul South Carolina. Ad Haiti su 10 milioni di abitanti, un milione e mezzo sono stati colpiti. Un’equipe della Federazione internazionale della Croce Rossa ha raggiunto Jeremie, la citta’ piu’ colpita da Matthew e fino a oggi completamente isolata.
L’uragano Matthew e’ stato declassato a categoria 1 su 5 della scalla Saffir-Simpson durante il suo tragitto versto la South carolina, colpita da forti piogge e venti a 140 chilometri all’ora. Il numero delle vittime negli Usa e’ pero’ salito ad almneo 10 vittime opo i quasi 900 contati ad Haiti. Secondo gli ultimi aggiornamneti del National Hurrican Center di Miami alle 20 Matthew era a Myrtle Beach a 85 km a sud-est da Cabo del Miedo in North Carolina. I suo venti soffiarono ora a q120 km/h e si muove in direzione nord.est a 19 km/h.
A Les Cayes, una delle citta’ del sud di Haiti piu’ colpite dall’uragano Matthew, oggi c’e’ il sole. I convogli dei soccorsi possono spostarsi un po’ meno lentamente, ma il panorama non piu’ offuscato dalla nebbia e’ allucinante. “E’ tutto distrutto, non esistono alberi in piedi, di campi coltivati non c’e’ piu’ traccia e si fara’ di tutto per raggiungere tutte le zone ancora isolate in tre giorni al massimo per scongiurare il disastro umanitario”. Silvio Distilo, coordinatore di Oxfam ad Haiti per la risposta all’emergenza, racconta all’ANSA che piu’ ci si avvicina a Les Cayes e piu’ “l’impatto visivo e’ devastante”, ma la macchina degli aiuti e’ gia’ operativa, in primo luogo per l’emergenza acqua. “Gli ingegneri di Oxfam stanno montando i tank per rifornire di acqua potabile gli ospedali, i centri di accoglienza, i comuni”, spiega Distilo che sottolinea l’importanza di “lavorare in maniera coordinata con la Protezione civile haitiana”. “Stiamo distribuendo kit igienico-sanitari” per evitare epidemie di colera, spiega l’operatore dell’organizzazione umanitaria. Ma servono soldi e Oxfam ha istituito un numero verde – 800991399 – per sostenere la risposta all’emergenza. Anche Unicef aperto una campagna di raccolta fondi per aiutare i bambini di Haiti: per questi primi interventi di soccorso sono subito necessari 6 milioni di dollari. “Piu’ di 350.000 persone hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria”, denuncia l’Agenzia delle Nazioni Unite. Dalla Caritas stanno arrivando aiuti a 2.700 famiglie (13.500 persone) per acquisto e distribuzione di 2.700 kit alimentari, 2.700 kit d’igiene e programmi per consigliare e sensibilizzare la popolazione sulla prevenzione di malattie infettive. “La situazione e’ terribile, la popolazione e’ stremata, contiamo sugli aiuti internazionali serve tutto, abbiamo bisogno di aiuto”, e’ l’appello di Massimo Miraglio, padre camilliano di 51 anni, originario di Borgo San Dalmazzo (Cuneo) che ad Haiti e’ responsabile di una missione tra le piu’ povere del Paese e vive a Jeremie, la citta’ maggiormente colpita e finora isolata. Solo oggi e’ stata raggiunta da un’equipe della Croce Rossa che ha iniziato la distribuzione di “kit per la potabilizzazione dell’acqua, igienico-sanitari, e con generi di prima necessita’ per le famiglie”, racconta Mariagiovanna Costa, delegata della Croce Rossa Italia per Haiti. L’obiettivo, spiega ancora Distilo di Oxfam, “e’ uscire dalla fase dell’emergenza in sei settimane. E poi partire con la ricostruzione”.