L’Italia potra’ godere della flessibilita’ europea sui conti, ma solo rimanendo dentro le regole. Portare il deficit al 2,4% del Pil significherebbe quindi spingersi un po’ troppo oltre e raggiungere una cifra che non e’ quella che Bruxelles ha in mente. E’ la posizione del commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici.
“Non e’ una questione di aver il via libera” alla flessibilita’. L’Italia e’ un “paese a cui diamo molta attenzione, e’ la terza economia dell’area euro, e’ uno dei maggiori partner e vogliamo un’Italia forte al cuore dell’Europa”, afferma Moscovici, sottolineando che “sosteniamo politiche per promuovere un’Italia forte. L’Italia e’ stata l’unica che ha beneficiato della flessibilita’ legata a investimenti e riforme”. ”La ripresa e’ in corso in tutta Europa, non solo in Italia, anche se e’ lenta. E’ per questo che bisogna andare avanti con le riforme che renderanno l’economia italiana piu’ flessibile. E’ necessario investire nel capitale umano”, mette in evidenza Moscovici, precisando di voler un’Italia ”motore dell’Europa, non affidarla alle forze populiste”. Il messaggio che arriva dai lavori del Fmi e’ un messaggio politico: serve una ”crescita inclusiva, che riguardi tutti” afferma Moscovici, sottolineando che la crescita lenta ha alimentato i populismi. Il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, ripete da giorni la necessita’ di spingere per una crescita inclusiva e per rilanciare la globalizzazione.
Il Governo nella nota di aggiornamento al Def ha posto il livello del deficit 2017 al 2% del Pil. Lo ha ribadito il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, rispondendo, in conferenza stampa durante i lavori degli incontri annuali Fmi a domande sulle dichiarazioni del Commissario Ue agli Affari economici Moscovici che ha detto che, il livello del 2,4% ipotizzato nei giorni scorsi “non è quello che abbiamo in mente” per un accordo con Roma. “Sul deficit – ha detto Padoan – posso semplicemente ribadire quello che ho ribadito al Commissario: e cioè che il governo, nella nota di aggiornamento al Def ha posto il deficit (2017, ndr) al 2%, dopodiche ha chiesto al Parlamento l’autorizzazione eventuale di arrivare fino al 2,4% per poter coprire risorse necessarie a fronteggiare circostanze eccezionali legate al fenomeno dell’immigrazione e dei rifugiati e alle conseguenze del sisma. Questo è il punto della situazione”.