Dalla solenne cornice della Basilica di Assisi, in occasione delle celebrazioni per San Francesco Patrono d’Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha lanciato un messaggio politico cruciale, esprimendo l’adesione più attesa e non scontata al Piano di pace statunitense per il Medio Oriente.
La premier ha salutato l’accettazione del piano da parte di Hamas come un “passo decisivo”, affermando che finalmente si intravede “una luce di pace che squarcia le tenebre”.
Nonostante l’atmosfera suggerisse toni concilianti, Meloni ha sfruttato l’occasione per rispondere in modo indiretto ma netto alle critiche interne, in particolare alla sinistra, nel giorno in cui a Roma si svolgeva un’imponente manifestazione pro-Palestina. Rispondendo a un gruppo di contestatori sul prato antistante la Basilica, che l’avevano accolta con fischi e bandiere palestinesi, Meloni ha replicato: “Ricordo che San Francesco insegnava anche il rispetto nell’ascolto, nel comprendersi, nel capire le ragioni degli altri”.
Il registro si è fatto più affilato quando ha tracciato un parallelo tra la pace invocata nelle piazze e quella che, a suo dire, deve essere “costruita con impegno e coraggio, mettendo un mattone dopo l’altro”.
“La pace, ci ricorda San Francesco, non si materializza quando si invoca, ma quando si costruisce con impegno e coraggio, mettendo un mattone dopo l’altro, con responsabilità e ragionevolezza.”
Il messaggio era chiaro: un riferimento ai reduci della Flotilla e ai partiti di centrosinistra, accusati di cadere nella “trappola della contrapposizione frontale” invocata da “molti”, e di una presunta “eccessiva morbidezza nei confronti di Israele”.
La critica alle opposizioni si è concentrata anche sul loro recente voto di astensione sulla risoluzione di maggioranza a pieno sostegno del progetto americano in Parlamento. Un atteggiamento che la premier non ha ancora digerito, avendo auspicato una prova di compattezza nazionale. Il piano USA, ha detto, è una “opportunità preziosa e fragile, abbiamo tutti il dovere fare quanto nelle nostre possibilità affinché abbia successo”.
Parallelamente, il ministro degli Esteri Antonio Tajani attaccava a Roma i “cattivi maestri”, ossia quei “parlamentari dell’opposizione che nei loro interventi in Aula dicono che la rabbia popolare può portare a legittime distruzioni di negozi e vetrine”.
Immediata la replica dal centrosinistra con Angelo Bonelli (Avs): “Meloni ha trasformato la festa di San Francesco in un comizio per attaccare ancora una volta l’opposizione. Ma l’estremista è lei: quella che non ha voluto condannare né sanzionare i crimini di Netanyahu”.
La premier ha concluso la sua giornata celebrando San Francesco come “il più poetico, il più amabile e il più italiano dei nostri santi” e una delle figure fondanti dell’identità nazionale.