È un rientro dal sapore di emergenza quello della premier Giorgia Meloni, che torna a Roma dopo un periodo di vacanza in Puglia e in Grecia. Ad attenderla, una pila di dossier che spaziano dalla politica estera ai delicati equilibri interni al centrodestra, scossi dalle fibrillazioni estive.
Al centro delle preoccupazioni della premier c’è l’evoluzione del conflitto in Ucraina. A pochi giorni dal vertice con il presidente americano Donald Trump e quello ucraino Volodymyr Zelensky, Meloni segue con attenzione il complicato processo di pace e i negoziati sulle garanzie di sicurezza per Kiev. La delicatezza della situazione l’ha spinta ad annullare una prevista missione in Asia per visite in Bangladesh, a Singapore, in Corea del Sud, in Vietnam e in Giappone.
Oltre a Gaza, la premier dovrà affrontare anche un caso diplomatico interno: le tensioni tra la Lega e la Francia per le parole del vicepremier Matteo Salvini contro il presidente Emmanuel Macron. “La situazione internazionale è molto delicata e richiede buonsenso e sangue freddo,” affermano fonti della Lega, invitando Parigi a “ritrovare la serenità”. Il quotidiano francese Le Monde ha sottolineato il silenzio di Meloni sulla vicenda, interpretandolo come la volontà di non dare l’immagine di una coalizione divisa.
Sul fronte interno, il clima è tutt’altro che disteso. La premier dovrà gestire le prime scintille sulla prossima manovra di bilancio, con Forza Italia e la Lega già in disaccordo sui possibili interventi sulle banche. Un altro grattacapo è rappresentato dal ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha disertato il Meeting di Rimini dopo le polemiche sulle nomine del Comitato Tecnico Scientifico per i vaccini.
La partita più complessa resta quella delle elezioni regionali. I leader del centrodestra si incontreranno a breve, probabilmente a inizio settembre, per definire i candidati. La situazione più intricata è quella del Veneto, dove la Lega spinge per Alberto Stefani, mentre Fratelli d’Italia valuta se lasciare l’indicazione del nome. In parallelo, prosegue il pressing su Luca Zaia, che vorrebbe presentarsi con una sua lista personale invece che con il partito.
Restano incerti anche i nomi per le candidature in Puglia, Campania e Calabria, mentre in Toscana la coalizione ha già ufficializzato la candidatura del sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi. La lunga attesa dei candidati è terminata, ma il clima resta teso in vista delle prossime scadenze.