Mentre il fronte del Golfo continua a bruciare, la diplomazia europea si sposta sulla gestione delle conseguenze umanitarie. A Bruxelles, a margine del Consiglio Europeo, Giorgia Meloni ha preso la guida di un asse strategico per prevenire una nuova emergenza profughi che rischierebbe di travolgere la tenuta del continente.
La Premier italiana, insieme alla collega danese Mette Frederiksen, ha inviato una lettera formale ai vertici dell’Unione Europea chiedendo un cambio di passo immediato. L’obiettivo è duplice: sostenere le popolazioni civili nelle zone di guerra e blindare i confini esterni attraverso un coordinamento ferreo, per scongiurare un collasso migratorio simile a quello avvenuto undici anni fa.
Il fronte dei Paesi “Like-Minded”
Prima dell’inizio del vertice ufficiale, Meloni ha ospitato una riunione informale con i leader di 15 nazioni (tra cui Germania, Polonia, Austria, Paesi Bassi e Ungheria) e la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
- Soluzioni Innovative: Il gruppo ha discusso di nuovi modelli per i rimpatri e del rafforzamento del quadro legale per la gestione dei flussi.
- Paesi Terzi Sicuri: È stata espressa soddisfazione per l’adozione della lista UE dei “Paesi di origine sicuri”, uno strumento chiave per velocizzare le procedure di asilo e i respingimenti.
La strategia: Aiuti sul posto e coordinamento
La lettera Meloni-Frederiksen delinea una strategia di “difesa avanzata”:
- Sostegno Economico: Rafforzare i fondi europei per le popolazioni colpite dal conflitto nel Golfo, affinché non siano costrette alla fuga verso l’Europa.
- No al 2015: Meloni ha ribadito che l’Europa non può permettersi una gestione disarticolata come quella della crisi siriana. Serve un monitoraggio preventivo delle rotte migratorie che potrebbero aprirsi a causa dell’instabilità in Iran e Iraq.
- Regolamento Rimpatri: Von der Leyen ha aggiornato i leader sullo stato dei negoziati per il nuovo regolamento, volto a rendere i rimpatri dei migranti irregolari più rapidi ed efficaci.
I prossimi appuntamenti internazionali
Il gruppo guidato dall’Italia non intende fermarsi a Bruxelles. Meloni ha già indicato le tappe per internazionalizzare questa posizione:
- Maggio, New York: International Migration Review Forum (ONU), dove i “Like-Minded” presenteranno una posizione comune.
- Maggio, Chisinau: Riunione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.
La discussione si è poi spostata onel plenum del Consiglio, dove il tema dei migranti si intreccia inevitabilmente con quello della sicurezza energetica e della difesa comune. La compattezza mostrata da quasi due terzi degli Stati membri segnala una pressione fortissima sulla Commissione affinché la gestione dei flussi diventi la priorità assoluta dell’agenda UE 2026.