Tornati in Libia i migranti salvati da un cargo della Sierra Leone. La Libia e’ un problema di lungo periodo, ma intanto occorre salvare le vite umane, dice il presidente della Camera Fico. Poi attacca la Lega: “I soldi rubati vanno restituiti”. Mentre Di Maio se la prende con la Francia: sanzioni Ue contro chi sfrutta l’Africa.
“Nonostante l’opinione diffusa, esiste un rischio molto basso che rifugiati e migranti trasmettano malattie infettive alla popolazione ospitante”. Lo scrive nero su bianco l’Organizzazione mondiale della sanita’ nel primo “Rapporto sulla salute dei rifugiati e dei migranti nella regione europea dell’Oms“, pubblicato oggi dall’Ufficio regionale per l’Europa dell’Oms e redatto in collaborazione con l’Istituto Nazionale per la Salute, la Migrazione e la Poverta’ (INMP). I migranti hanno complessivamente una buona salute, si legge nel rapporto, “ma sono esposti al rischio di ammalarsi durante il periodo di transizione o durante il soggiorno nei paesi di accoglienza a causa di cattive condizioni di vita o di modifiche nel loro stile di vita”. “Oggi i sistemi politici e sociali stanno lottando per raccogliere la sfida di rispondere agli sfollati e alle migrazioni in modo umano e positivo. Questo rapporto e’ il primo del suo genere, e ci da’ una fotografia dello stato di salute dei rifugiati e dei migranti nella Regione europea dell’Oms, nel momento in cui il fenomeno migratorio si sta espandendo in tutto il mondo”, afferma Zsuzsanna Jakab, direttore regionale per Europa.
Rifugiati e migranti, paradossalmente, sembrano essere piu’ sani delle popolazioni ospitanti al loro arrivo: “Tuttavia, se si trovano in condizioni di poverta’, la durata della loro permanenza nei paesi di accoglienza aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, ictus o cancro. Poiche’ i migranti e i rifugiati rischiano di cambiare stile di vita per dedicarsi a meno attivita’ fisica e consumare meno cibo sano, sono anche piu’ inclini a fattori di rischio per malattie croniche”. Gli stessi processi di spostamento possono rendere i rifugiati e i migranti piu’ vulnerabili alle malattie infettive. “Il nuovo rapporto – sottolinea Jakab – fornisce informazioni su cio’ che deve essere fatto per soddisfare le esigenze di salute di migranti e rifugiati e della popolazione ospitante. Migranti e rifugiati diventano piu’ vulnerabili della popolazione ospitante al rischio di sviluppare malattie non trasmissibili e trasmissibili, quindi e’ necessario che ricevano un accesso tempestivo a servizi sanitari di qualita’, come tutti gli altri. Questo e’ il modo migliore per salvare vite umane e ridurre i costi di trattamento, oltre a proteggere la salute dei cittadini residenti”. I migranti internazionali costituiscono solo il 10% (90,7 milioni) della popolazione totale nella regione europea dell’Oms. Meno del 7,4% di questi sono rifugiati. In alcuni paesi europei, i cittadini stimano, a torto, che ci siano 3 o 4 volte piu’ migranti di quanti ce ne siano realmente. Tra le malattie censite, le forme di cancro sembrano colpire meno i migranti, eccetto il tumore cervicale. Tuttavia, il cancro nei rifugiati e nei migranti e’ piu’ probabile che venga diagnosticato in una fase avanzata, il che puo’ portare a esiti peggiori rispetto a quelli della popolazione ospite. Al contrario, depressione e ansia tendono a colpire rifugiati e migranti piu’ che le popolazioni ospitanti. “In generale, i rifugiati e gli immigrati hanno una maggiore incidenza, prevalenza e tasso di mortalita’ per il diabete rispetto alla popolazione ospite, con tassi piu’ alti nelle donne”. Inoltre e’ vero che i migranti sono piu’ a rischio di sviluppare malattie infettive “a causa della loro esposizione a infezioni, mancanza di accesso all’assistenza sanitaria, assistenza interrotta e condizioni di vita povere durante il processo migratorio. E’ quindi necessario proteggerli e garantire che gli operatori sanitari in prima linea comprendano i rischi”.
Roberto Fico auspica che Italia ed Europa diano vita a “un nuovo progetto per il Mediterraneo”, spiegando che “va bene anche il piano di investimenti per l’Africa, che dev’essere chiaro e trasparente, ma e’ chiaro che andra’ da qui in avanti”. “Nel frattempo – avverte il presidente della Camera – dobbiamo comprendere che ci sono persone in difficolta’ che vanno salvate e che la Libia e’ una questione lunga da affrontare”.
Se la prende contro la Francia che sfrutta l’Africa chiedendo delle sanzioni da parte dell’Ue e annuncia la stabilizzazione di diecimila “Navigator” per aiutare a portare a termine il reddito di cittadinanza. Durante la sua tappa del tour elettorale ad Avezzano il vicepremier Luigi Di Maio torna a parlare di migranti. “Ci sono decine di stati africani in cui la Francia stampa una propria moneta, il franco delle colonie, e con quella moneta si finanzia il debito pubblico francese. Macron prima ci fa la morale e poi continua a finanziare il debito pubblico con i soldi con cui sfrutta i paesi africani. Se vogliamo fermare le partenze cominciamo ad affrontare questo tema e cominciamo a farlo anche all’Onu, non solo in sede di Unione Europea – ha spiegato il vicepremier Luigi Di Maio -. L’Italia si deve far sentire: nelle prossime settimane ci sarà una iniziativa parlamentare del M5S che impegnerà sia il Governo italiano sia le istituzioni europee, sia tutte le istituzioni diplomatiche sovranazionali, a iniziare a sanzionare quei paesi che non decolonizzano l’Africa, perché quello che sta succedendo nel Mediterraneo è frutto delle azioni di alcuni paesi che poi ci fanno pure la morale”. Il vicepremier ha poi annunciato che verranno assunti subito 10 mila navigator: “Li assumeremo subito, faremo dei colloqui, con l’impegno di stabilizzarli con un contratto che riguarda la collaborazione con l’agenzia nazionale per le politiche attive per il lavoro “(Anpal). Queste 10 mila assunzioni che si divideranno in quattromila per le regioni e seimila per lo Stato centrale ci consentiranno di gestire le assunzioni nelle aziende di chi prende il reddito, ma anche di aprire un’azienda perché chi prende il reddito e apre un’azienda ha sei mesi per 780 euro di assegno per avviare la propria azienda”, ha concluso Di Maio.
Dopo una giornata di sos, rilanciati sui social dalla piattaforma Alarm Phone, le 100 persone che erano a bordo di un barcone nel Mediterraneo centrale, sono state riportate indietro, a Misurata in Libia. Ad intervenire e’ stato il cargo Lady Charm, battente bandiera Sierra Leone, dopo sollecitazione del governo italiano. Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli parla di un “salvataggio” nel pieno “rispetto dei trattati internazionali”. Ma l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati non e’ dello stesso avviso: come sottolinea la portavoce Carlotta Sami, “il ritorno di persone da acque internazionali verso la Libia e’ contro il diritto internazionale”. “Quando si dice che e’ stato un successo aver fermato questo barcone, non si considera che questo successo e’ stato ottenuto sulla pelle delle persone – spiega Sami a Redattore sociale -. La conseguenza sara’ solo accrescere il numero di persone nei centri di detenzione, che poi verranno di nuovo messe su un barcone dai trafficanti”.
Sulla Sea Watch da oltre due giorni 47 persone sono in attesa di indicazioni da parte delle autorita’ su quale porto raggiungere. “Sono terrorizzati – dicono dall’Ong -, non vogliono tornare in Libia”. A spaventare, ora, non e’ solo la possibilita’ di fare ritorno in Africa, ma anche il mare che continua ad ingrossarsi ora dopo ora. “Le condizioni meteo stanno peggiorando – dicono dalla Sea Watch -, i ragazzi stanno bene ma ora ci preoccupa il meteo”.