Marziale: “Italia sancisce nei fatti uscita da Dichiarazione ONU, Mattarella richiami il Parlamento”
“Il dibattito politico sulla deriva umana in corso soprattutto sulle coste italiane dimostra tangibilmente come e quanto la Dichiarazione ONU sui Diritti dell’Infanzia sia sistematicamente calpestata, specialmente laddove richiama i paesi firmatari sulla <<protezione delle donne e dei fanciulli in periodi di emergenza e di conflitto armato… riconoscendo che vi sono in tutti i paesi del mondo fanciulli che vivono in condizioni particolarmente difficili e che è necessario prestare loro una particolare attenzione>>”: è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, a parere del quale: “Lo strumento approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 è da considerarsi al punto in cui siamo mera dichiarazione d’intenti culturale, ignobilmente disattesa e, quel che è peggio, nella più totale inerzia dell’ONU, assente nel dibattito internazionale”.
“In Italia – incalza Marziale – è poi da considerarsi stucchevole la diatriba parlamentare sullo Ius Soli che calpesta il Principio terzo della Dichiarazione Onu, contemplante per il fanciullo <<Il diritto, sin dalla nascita, a un nome e una nazionalità>> e fa specie che nessuno, nel dibattito politico, abbia avvertito il dovere di richiamarsi ad un principio che pure è stato ratificato dall’Italia con Legge del 27 maggio 1991 numero 176. Il bambino – evidenzia il sociologo – è cittadino del mondo, della nazione dove nasce e a nessuno è consentito negarla”.
Il presidente dell’Osservatorio conclude: “Chiedo al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di voler rammentare ai due rami del Parlamento i limiti di un disimpegno che non può andare oltre, perché di fatto segnerebbe sancita l’uscita dell’Italia dalla Dichiarazione ONU”.