“Nel corso dell’ultimo anno abbiano rilanciato il nostro partenariato con l’Africa dedicando le prime missioni internazionali del 2018 al Niger, Senegal e Guinea”. Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, ha rivendicato il ruolo centrale dell’Italia nell’agenda globale per la gestione dei flussi migratori nel corso della riunione delle commissioni congiunte Esteri e Difesa sulla proroga delle missioni internazionali in corso e per quelle di avviare nel 2018, alla quale ha partecipato anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti. “La nostra impostazione – ha spiegato Alfano – è stata quella di tenere unite la nostra Identità mediterranea, la vocazione europeista e la centralità del legame transatlantico. L’area di intervento più significativa è stata la Libia, dove oltre un anno fa abbiamo riaperto la nostra ambasciata e abbiamo lavorato per completare la transizione e giungere a nuove elezioni nel paese entro metà 2018. Inoltre, con l’aiuto e il supporto della cooperazione italiana e di quella libica, abbiamo messo a disposizione ingenti risorse per migliorare le condizioni nei campi di accoglienza nel paese”. Del ruolo dell’Italia nel Mediterraneo ha parlato anche la titolare della difesa, Roberta Pinotti, che ha spiegato la scelta di concentrare gli interventi in alcune aree, spostando risorse e forze in campo da altre missioni: “Abbiamo deciso di rimodulare il nostro impegno nelle aree di crisi che hanno impatti più immediati – ha detto la ministra – rispetto ai nostri interessi strategici e sono geograficamente più vicine alle nostre coste. Per questo il cuore dei nostri interventi è stato il cosiddetto il Mediterraneo allargato, dai Balcani al Sahel, fino al Corno d’Africa”.
Un impegno particolare, anche dal punto di vista delle risorse impegnate, è stato avviato con il Niger, paese da cui partono ingenti flussi migratori e dove i trafficanti di esseri umani sono da anni molto attivi: “La missione al vaglio dell’aula della Camera dei deputati il prossimo 17 gennaio – ha detto Alfano – intende contribuire alla formazione delle forze di sicurezza nigeriane e alle attività di sorveglianza delle frontiere attraversate da bande criminali. Per questo – ha continuato – abbiamo destinato oltre 100 milioni di euro al Niger per il controllo delle frontiere e i programmi di rimpatrio volontario e assistito”. Una missione che secondo il ministro degli esteri “riflette un preciso interesse nazionale e giunge a fronte di minacce che ci vedono esposti in prima linea”. Anche la ministra Pinotti ha parlato della missione, specificando nella replica – su sollecitazione di alcuni membri della Commissione come il senatore di Forza Italia, Paolo Romani – che si tratterà di una missione bilaterale e che non sarà una missione combat ma di addestramento sulla base di una richiesta specifica fatta dal paese interessato”. Particolare attenzione sarà dedicata alla situazione della Tunisia, dove entrambi i ministri si recheranno nei prossimi giorni: “A Tunisi ribadiremo il nostro sostegno e la nostra amicizia alle autorità locali – ha detto Alfano – che sono impegnate in una delicata ricostruzione in una situazione di fragilità. Per questo bisogna sostenere il loro percorso e per questo parteciperemo a una missione della Nato volta a facilitare la stabilizzazione dell’area”. Parte della discussione è stata poi dedicata alla delicata situazione della Libia, dove ancora oggi si registrano scontri tra milizie locali e forze di sicurezza di Tripoli nello scalo civile dell’aeroporto di Mittiga. “La situazione è in via di Miglioramento – ha spiegato la ministra Pinotti – nel frattempo il personale italiano è stato messo in sicurezza e c’è una nave pronta a partire se necessario”.