VOCI SU ALTRI MINISTRI DI SPICCO, TREMA IL GOVERNO. GREEN ACCUSATO DI MOLESTIE ANCHE DA UNA ATTIVISTA TORY. UNA DEPUTATA CHIEDE LE DIMISSIONI DEL NUMERO 2 DEL GOVERNO. SI DIMETTE IL MINISTRO DELLA DIFESA FALLON
Il ministro della Difesa britannico, Michael Fallon, si e’ dimesso sull’onda delle accuse di molestie sessuali e comportamenti impropri che lo hanno toccato assieme ad altri esponenti conservatori e membri del governo di Theresa May. Lo riferisce la Bbc.
Compare anche il nome di Damian Green, il numero 2 del governo di Theresa May nel dossier sui presunti molestatori o responsabili di ‘comportamenti impropri’ a Westminster. Lo rivela il Mail online pubblicando una immagine della lista con numerosi omissis che secondo indiscrezioni comparse sui social media riguarderebbero altri ministri di primissimi piano, sia uomini sia donne, da Fallon a Rudd.
Non c’e’ solo l’anonimo dossier sulle presunte molestie a Westminster ad accusare Damian Green, 61enne segretario di Stato e numero due del governo di Theresa May, ma anche le rivelazioni al Times di una attivista Tory, Kate Maltby. Rivelazioni che peraltro Green definisce ‘completamente false’, facendo sapere alla Bbc di voler sporgere querela. Maltby, accademica e autrice 31enne, accusa Green d’averla palpeggiata in un pub nel 2015, posando insistentemente la mano sul suo ginocchio, e d’averle mandato sms ‘suggestivi’ nel 2016. Per Green arrivano le prime richieste di dimissioni dall’interno del partito Conservatore per bocca di Anna Soubry, deputata e gia’ viceministro sotto David Cameron.
E’ spuntato anche il nome di Damian Green, il numero due del governo britannico di Theresa May, nel dossier sui presunti molestatori o responsabili di “comportamenti impropri” a Westminster. Ne dà notizia il ‘Mail online’ in cui trova spazio la lista con diversi omissis e, secondo indiscrezioni comparse sui social, sarebbero coinvolti altri nomi di primo piano dell’esecutivo inglese. Il nome di Green, secondo il giornale, comparirebbe anche sul sito di scambisti ‘Ashley Madison’ e in una lista hackerata di indirizzi email. Il diretto interessato ha negato con forza all’epoca dei fatti, nel 2015, ma nel dossier ‘Alta libidine’ è finito anche lui.
La chiamano la “lista della vergogna” e contiene i nomi di 36 deputati conservatori (tra loro ci sono ministri e sottosegretari) e le relative ‘cattive abitudini’. Le descrizioni spaziano dal “comportamento inappropriato con assistenti donne” a quello altrettanto inappropriato con “assistenti maschi” al “perennemente ubriaco”. A compilarla sono stati le assistenti e gli assistenti parlamentari dei Tories, stanchi di subire in silenzio molestie e veri e propri atti di perversione. La lista, che ha iniziato a circolare in ambienti parlamentari, è finita in mano anche ai media inglesi e, sebbene i nomi siano per il momento stati oscurati, l’identità di alcuni degli interessati non è più un segreto. Tra i nomi eccellenti emerge quello di Damian Green, ministro del Lavoro e delle Pensioni e stretto collaboratore della premier Theresa May, che secondo la ‘lista della vergogna’ sarebbe un utente di Ashley Madison, il sito di appuntamenti. A fare il suo nome è MailOnline, che rivela anche che almeno nove degli esponenti Tory che compaiono nell’elenco avrebbero avuto delle relazioni con membri del loro staff o con altri parlamentari. Sempre secondo la ‘lista della vergogna’, un deputato conservatore avrebbe costretto la propria assistente ad abortire, mentre un altro suo collega avrebbe “pagato le donne per stare zitte” e non rivelare la portata delle molestie subite.