La Bce costringe Mps e Stato a rimettere mano ai loro piani ed a farlo in maniera pesante. I calcoli e i programmi calibrati su un aumento di capitale da 5 miliardi di euro dovranno ora essere rivisti nell’ottica degli 8,8 miliardi imposti da Francoforte. Il governo dovra’ dunque rivedere al rialzo la cifra, investendo un terzo dei 20 miliardi previsti nel decreto salvarisparmi. Con la ‘ricapitalizzazione precauzionale’ lo Stato potrebbe arrivare a controllare fino al 75% del capitale di Mps, investendo 6,6 miliardi: 4,6 come ‘socio’ e 2 per tutelare i piccoli risparmiatori.
L’aumento di capitale di Mps e’ lievitato da 5 a 8,8 miliardi perche’ quella attuale e’ una “ricapitalizzazione precauzionale”, basata sul risultato registrato nello scenario avverso dello stress test e che comporta, a differenza del tentativo ‘di mercato’, la conversione forzosa dei bond subordinati. Al termine dell’operazione pero’, secondo quanto si evince da una nota tecnica che circola tra via Nazionale e via XX settembre, la banca avra’ margini patrimoniali “largamente superiori” agli attuali livelli, essendo costruiti proprio per sopportare l’impatto di un eventuale scenario avverso. La quota a carico dello Stato sara’ di 4,6 miliardi che possono salire fino a 6,6 per il successivo ristoro degli obbligazionisti retail. Ma 2,5 miliardi, necessari per raggiungere il total capital Ratio dell’11,5%, vanno appunto a copertura di esigenze patrimoniali che potrebbero essere soddisfatte, si apprende sempre dal documento, anche attraverso l’emissione di bond subordinati dopo la ricapitalizzazione. Quindi lo Stato potrebbe rientrare “in tempi brevi” di questa quota di investimento.