BERLUSCONI INSISTE SU ROMANI. SALVINI CERCA DI CONVINCERLO
Al via la XVIII legislatura con l’insediamento del nuovo Parlamento. Ma e’ buio sulla trattativa per eleggere i presidenti del Senato e della Camera. Fumata nera alla prima votazione in
entrambi gli emisferi. Alla Camera 592 schede bianche, 312 al Senato. ‘Servono rispetto del voto e fiducia nel Colle’, ha detto Giorgio Napolitano, aprendo la seduta a Palazzo Madama
come senatore anziano. Il risultato delle elezioni ‘ha mostrato quanto poco avesse convinto l’auto-esaltazione di governi e partiti di maggioranza’, ha aggiunto il presidente emerito.
Salvini, M5s non ponga veti, errore bloccarsi su un nome. Di Maio, non vogliamo scontro, attiveremo incontri.
E’ stato Giorgio Napolitano, nella veste di Presidente del Senato, ad aprire la Seduta di Palazzo Madama, dando il via alla legislatura. I comportamenti elettorali “hanno mostrato quanto poco avesse convinto l’auto-esaltazione dei risultati ottenuti negli ultimi anni da governi e da partiti di maggioranza”, ha detto il presidente emerito della Repubblica.
“Ha contato molto – ha aggiunto – il fatto che i cittadini abbiano sentito i partiti tradizionali lontani e chiusi rispetto alle sofferte vicende personali di tanti e a diffusi sentimenti di insicurezza e di allarme”.
“Sulla scena politica nazionale il voto del 4 marzo – ha detto ancora Napolitano – ha determinato un netto spartiacque, a inequivocabile vantaggio dei movimenti e delle coalizioni che hanno compiuto un balzo in avanti clamoroso nel consenso degli elettori e che quindi di fatto sono oggi candidati a governare il paese. Il partito che nella scorsa legislatura aveva guidato tre governi ha subìto una drastica sconfitta ed è stato respinto all’opposizione”.
Ancora una fumata bianca sulle trattative per le presidenze. I partiti hanno deciso di votare scheda bianca. “Non scendiamo a compromessi a ribasso e non accetteremo ricatti. Non riabilitiamo Silvio Berlusconi”, dice Danilo Toninelli. “Io un Nazareno bis non lo farò mai, non porterò mai il M5S a fare una cosa del genere”, dice Luigi Di Maio. “Siamo la forza del cambiamento. Sono orgoglioso – ha detto ancora – della nostra compattezza granitica sui valori. Cambieremo il Paese con l’integrità e la coerenza e questo cambiamento inizia con la presidenza della Camera”.
La diciottesima legislatura si e’ aperta alla Camera e al Senato con un tripudio di schede bianche per l’elezione dei presidenti. Segno inequivocabile che manca l’accordo tra le forze politiche e che, come ha detto il segretario reggente del Pd Maurizio Martina, tutto e’ ancora “aperto”. Ma le aule, dopo la campagna elettorale, sono tornate ad essere popolate da deputati e senatori e i primi discorsi sulla nuova legislatura, entrambi non rituali, sono stati quelli di Giorgio Napolitano al Senato e Roberto Giachetti alla Camera.
Dall’ex capo dello Stato, che guida i lavori al Senato in questi due giorni, una impietosa analisi del voto del 4 marzo che ha rappresentato “uno spartiacque” a favore dei movimenti e a danno
dei partiti tradizionali, Pd in testa, percepiti dagli elettori come “lontani e chiusi”. Inoltre, proprio davanti all’ex premier e segretario dem Matteo Renzi – che stamani ha preso posto per la
prima volta nei banchi del Senato con a fianco Teresa Bellanova e Francesco Bonifazi – Napolitano non ha risparmiato stoccate perche’ l’esito elettorale “ha mostrato quanto poco avesse
convinto l’auto-esaltazione dei risultati ottenuti negli ultimi anni da governi e da partiti di maggioranza”.
Le bussole per la formazione del governo, ha ribadito Napolitano, sono rispettare l’espressione della volonta’ popolare e le prerogative del Capo dello Stato – che dal Colle ha seguito in diretta tv i discorsi e l’avvio dei primi adempimenti – nel quale e’ riposta la massima “fiducia”: va tenuto presente l’interesse dell’Italia che non puo’ che essere restare “ancorata” all’Europa.
No, poi, a qualunque indulgenza verso la violenza perche’, ha ricordato Napolitano, “il confronto politico va tenuto libero da qualsiasi nostalgia o indulgenza verso il regime della violenza che col fascismo ha dominato per vent`anni l’Italia”. Giachetti, da parte sua, ha ribadito che la “campagna elettorale e’ finita” e ha lanciato un appello che in qualche modo e’ anche un’autocritica per la classe dirigente: “La politica e’ bella. Facciamo in modo che smetta di essere un bersaglio e torni ad essere percepita come vero orizzonte di speranza”.
Al Senato gia’ da domani – alla terza votazione che prevede la maggioranza dei presenti al voto – la partita per l’elezione del presidente entrera’ nel vivo. Il centrodestra ha annunciato che
puntera’ compatto sulla candidatura di Paolo Romani per la presidenza. Ma comunque vada a Palazzo Madama alla quarta votazione, che si dovrebbe tenere nel pomeriggio di domani, un
presidente sara’ eletto: ci sara’ il ballottaggio tra i due piu’ votati del terzo scrutinio e vincera’ chi prende piu’ voti. Alla Camera il quadro e’ anche piu’ complesso, al punto che al momento
non e’ stato deciso il calendario delle votazioni, al di la’ della seconda di oggi che iniziera’ alle 15,30. Secondo quanto si e’ appreso, poi, sarebbe giunta dal Movimento cinque stelle la
richiesta di procedere con una terza votazione gia’ oggi a Montecitorio in modo da effettuare successivamente la quarta votazione alla Camera con un quadro piu’ delineato al Senato.
“Ci saranno i presidenti per sabato pomeriggio, il mio auspicio e’ questo. Se tutti fanno quello che ha fatto la Lega, e cioe’ un passettino indietro, si chiude”, e’ la convinzione del leader
della Lega Matteo Salvini, secondo il quale “il M5s sbaglia” a non voler parlare con Silvio Berlusconi, “perche’ chiunque e’ stato votato dagli italiani e’ un interlocutore”.
Intanto M5s continua a rivendicare, con il suo leader Luigi Di Maio, la presidenza della Camera come partito piu’ votato e “nelle prossime ore” terra’ ancora contatti con gli altri partiti, a cominciare da Lega e Pd. “Ho sentito piu’ volte sia Matteo Salvini che Maurizio Martina in questi giorni, con loro continueremo a parlare – ha detto Di Maio parlando ai parlamentari Cinquestelle. Una soluzione la troveremo. Nella giornata di oggi vi chiedo di stare sempre pronti, potremmo doverci riunire piu’ volte. Potremmo dover cambiare il nostro modo di votare – non credo nella giornata di oggi, ma vediamo”.