L’attacco di Nizza e’ stato premeditato “da diversi mesi”, non pochi giorni come si pensava in precedenza, e l’attentatore ha avuto “sostegni e complicita’”. E’ la rivelazione shock della procura antiterrorismo di Parigi, in una giornata resa infuocata dalle polemiche sulle importanti falle emerse nel dispositivo di sorveglianza della Promenade des Anglais di Nizza la sera dell’attentato.
Il killer di Nizza, che ha ucciso 84 persone sulla Promenade des Anglais, è stato aiutato nella preparazione dell’attentato da almeno 5 complici. A renderlo noto è stato il procuratore di Parigi Francois Molins nel corso di una conferenza stampa. Almeno 4 uomini e una donna sono “coinvolti”, ha spiegato Francois Molins. Uno dei sospettati ha perfino girato un filmato sulla promenade il giorno dopo la strage mimetizzandosi tra la folla di giornalisti e poliziotti. I cinque sono tutti in stato di fermo e verano presto incriminati per terrorismo, ha aggiunto il magistrato.
I cinque per i quali viene chiesta la conferma dell’arresto sono tre tunisini o franco tunisini e due albanesi. Con alcuni di loro Bouhlel si era scambiato messaggi anche mesi prima dell’attacco, ha detto Molins, spiegando che messaggi e immagini trovati sul computer dell’attentatore mostrano un interesse per lo jihadismo che risale ai primi del 2015. Fra i dati emersi, vi sono state 1200 chiamate fra Bouhlel e uno degli arrestati, Mohamed Oualid G., fin dal luglio 2015. Inoltre quest’ultimo aveva inviato il messaggio “i soldati di Allah hanno finito il loro lavoro” dopo l’attacco a Charlie Hebdo nel gennaio 2015. Sul cellulare di Mohammed Oualid G. sono state trovate immagini della Promenade des Anglais dopo l’attacco, dove l’uomo filma anche sé stesso. Bouhlel ha invece scattato l’11 e il 13 luglio foto di Oualid G. all’interno del camion usato per la strage. Sono state anche trovate all’interno del Tir impronte digitali di un altro degli arrestati. Bouhlel ha mandato tre sms prima dell’attacco, compreso uno in cui si congratulava con un altro dei complici per l’arma che gli aveva procurato.
Governo francese sotto accusa per le falle nella sicurezza a Nizza nella sera della strage. Secondo Liberation, durante i fuochi per il 14 luglio sulla Promenade ci sarebbe stata una sola auto della Polizia. Il ministro dell’Interno ha promosso un’inchiesta. Rabbia del premier Valls: ‘Basta mettere in dubbio la parola del governo’. Confermato il carcere per i 5 sospetti fermati. Ok definitivo allo stato di emergenza nel Paese fino al 2017.
Il governo francese “non ha niente da nascondere” ma “e’ insopportabile che sia sempre messa in dubbio la parola del gove rno”. Cosi’ il premier francese, Manuel Valls, a proposito delle indiscrezioni pubblicate oggi da Liberation, secondo cui a Nizza la sera dell’attentato del 14 luglio c’era una sola vettura della polizia a presidiare l’ingresso della zona pedonale della Promenade des Anglais. “Bisogna rispettare lo Stato e il pubblico, bisogna che ciascuno giochi il sul ruolo ma con rispetto”, ha aggiunto Valls.”E’ normale, e penso prima di tutto alle vittime e alle famiglie, che ci sia una domanda forte di trasparenza e verita’”, ha aggiunto Valls. “Quello che emergera’ dall’inchiesta sara’ reso noto: questo e’ lo spirito del governo” “Abbiamo un solo nemico comune,- ha concluso – il terrorismo contro cui combattiamo”.