+59MILA A LUGLIO, +294MILA ANNO. MA GIOVANI DISOCCUPATI 35,5%
Il numero di occupati supera 23 milioni, una soglia oltrepassata solo nel 2008, prima dell’inizio della crisi. A luglio sono in totale 23,063 milioni (a ottobre 2008 erano 23,081 milioni). La crescita a luglio e’ di 0,3% sul mese (+59mila unita’) e dell’1,3% sull’anno (+294mila). Sempre a luglio scende il tasso di inattivita’ al 34,4% (-0,3 punti) toccando il minimo storico. Nello stesso mese, cresce pero’ la disoccupazione giovanile al 35,5% (+0,3 punti da giugno) e sale il tasso di disoccupazione all’11,3% con +0,2 punti percentuali da giugno. L’inflazione risale ad agosto all’1,2% e rallenta il carrello della spesa, +0,6%. Tornano a salire i prezzi anche nell’Ue-19 all’1,5%. ‘Con il jobs act un milione di posti di lavoro in piu”, rivendica l’ex premier Matteo Renzi.
A luglio 2017 la stima degli occupati cresce dello 0,3% rispetto a giugno (+59 mila), confermando la persistenza della fase di espansione occupazionale. Negli ultimi due mesi il numero di occupati ha superato il livello di 23 milioni di unita’, soglia oltrepassata solo nel 2008, prima dell’inizio della lunga crisi. Il tasso di occupazione sale al 58,0% (+0,1 punti percentuali).E’ quanto rileva l’Istat. La crescita congiunturale dell’occupazione interessa tutte le classi di eta’ ad eccezione dei 35-49enni ed e’ interamente dovuta alla componente maschile, mentre per le donne, dopo l’incremento del mese precedente, si registra un calo. Aumentano sia i lavoratori dipendenti sia gli indipendenti. Nel periodo maggio-luglio si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,3%, +65 mila), determinata dall’aumento dei dipendenti, sia permanenti sia, in misura prevalente, a termine.
L’aumento riguarda entrambe le componenti di genere e si concentra esclusivamente tra gli over 50. Dopo il calo di giugno, la stima delle persone in cerca di occupazione a luglio cresce del 2,1% (+61 mila). L’aumento della disoccupazione e’ attribuibile esclusivamente alla componente femminile e interessa tutte le classi di eta’, mentre si registra una stabilita’ tra gli uomini. Il tasso di disoccupazione sale all’11,3% (+0,2 punti percentuali), quello giovanile si attesta al 35,5% (+0,3 punti). La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a luglio e’ in forte calo (-0,9%, -115 mila), confermando la tendenza in atto da meta’ 2013. La diminuzione nell’ultimo mese interessa principalmente gli uomini e in misura minore le donne, distribuendosi tra tutte le classi di eta’. Il tasso di inattivita’ si attesta al 34,4%, in calo di 0,3 punti percentuali rispetto a giugno.
Nel trimestre maggio-luglio, rispetto ai tre mesi precedenti, alla crescita degli occupati si accompagna il calo sia dei disoccupati (-1,2%, -35 mila) sia degli inattivi (-0,3%, -35 mila). Su base annua si conferma la tendenza all’aumento del numero di occupati (+1,3%, +294 mila). La crescita interessa uomini e donne e riguarda i lavoratori dipendenti (+378 mila, di cui +286 mila a termine e +92 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-84 mila). A crescere sono gli occupati ultracinquantenni (+371 mila) e i 15-24enni (+47 mila), a fronte di un calo nelle classi di eta’ centrali (-124 mila). Nello stesso periodo diminuiscono sia i disoccupati (-0,6%, -17 mila) sia, soprattutto, gli inattivi (-2,4%, -322 mila). Al netto dell’effetto della componente demografica, su base annua cresce l’incidenza degli occupati sulla popolazione in tutte le classi di eta’.
REAZIONI – Matteo Renzi esulta. Gli ultimi dati Istat sul lavoro, rivendica il segretario del Pd, certificano il successo del jobs act. Anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sottolinea i dati “record” sull’occupazione, attribuendo il risultato al jobs act. “Gli italiani occupati superano 23 milioni, un record”, scrive il premier su twitter, “ancora molto da fare contro disoccupazione ma effetti positivi da jobs act e ripresa”. Ed e’ tutto il partito di largo del Nazareno a commentare positivamente gli effetti della riforma targata Pd. Ma per le opposizioni, al contrario, i dati certificano proprio il flop del jobs act. Ad aprire le ‘danze’ e’ Renzi in persona, che di prima mattina twitta: “Dati Istat: +918mila posti lavoro da febbraio 2014 (inizio millegiorni) a oggi. Il milione di posti di lavoro lo fa il Jobs Act, adesso avanti”. A ruota arrivano i commenti dei vari esponenti dem, dal portavoce della segreteria Matteo Richetti, secondo il quale “i governi del Pd stanno rilanciando il Paese, di certo non ci accontentiamo”, all’ex vice segretaria Deborah Serracchiani, che promette: “Ora dobbiamo consolidare la ripresa dell’economia” fino all’attuale numero due del Pd Maurizio Martina, che esorta: “Ora non fermiamoci, bisogna insistere sui giovani”. Nella maggioranza anche Alternativa popolare esprime soddisfazione per i risultati ottenuti. Il capogruppo alla Camera Maurizio Lupi indica la rotta delle prossime politiche economiche: “I fatti che nessuno puo’ smentire sono che oltre a una ripresa del Pil, della produzione e della fiducia nelle imprese, ci sono anche dati positivi sul lavoro. Allora, piu’ che di polemiche e’ il momento di consolidare quanto di positivo sta avvenendo, con una legge di bilancio coraggiosa che non disperda risorse in mille direzioni ma che sostenga le imprese e le famiglie, i due veri pilastri di questo Paese”.
Condivide l’ottimismo della coalizione di governo Pier Ferdinando Casini: “I dati dell’Istat dimostrano la bonta’ delle politiche messe in atto da maggioranza e governo. Al di la’ delle dispute ideologiche e delle legittime considerazioni di parte, i risultati delle riforme nel settore del lavoro sono innegabili: il jobs act voluto da Renzi ha prodotto un numero di occupati che non si vedeva da 10 anni e un crollo delle persone inattive”. L’esultanza di governo e maggioranza, pero’, non convince affatto le opposizioni: per il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, i dati Istat certificano al contrario proprio il fallimento delle riforme dei governi Pd. “L’occupazione cresce e ritorna ai livelli del 2008: buona notizia. Peccato sia l’effetto dei contratti a termine, che il famigerato Jobs Act di Renzi e Poletti doveva eliminare. Per il resto abbiamo l’effetto delle pensioni sugli ultra cinquanta. In crisi nera la fascia dei 35-50enni e le donne. Aumenta il tasso di disoccupazione, aumenta parallelamente il tasso di disoccupazione giovanile. Situazione che fotografa alla perfezione il disastro della sinistra al governo”, attacca il parlamentare azzurro, secondo il quale “servono altre politiche per il mercato del lavoro, non una nuova ondata di incentivi temporanei oppure irresponsabili pensioni di garanzia che gravano sul bilancio pubblico, distruggono il sistema previdenziale e del lavoro e non risolvono strutturalmente problema occupazione”. Non sono da meno i 5 Stelle: “Non c’e’ niente da fare, i numeri vanno interpretati con onesta’ e professionalita’”, e’ l’affondo. “Oggi e’ il giorno della verita’: crescono gli occupati, cala nettamente il numero di chi non cerca lavoro, ma la disoccupazione giovanile risale al 35,5%”, afferma Laura Castelli. E questo succede, spiega la pentastellata, “perche’ il Pd si e’ concentrato a creare precariato, e neanche per i giovani, ma per quella fascia d’eta’ piu’ grande che, se precaria, mette a repentaglio tutta la propria famiglia, trascinandola in una situazione di poverta’”. Insomma, per la grillina non c’e’ da “gongolare: Caro governo voi siete quelli dei bonus e non quelli che creano lavoro. Non siete in grado di farlo”.
INFLAZIONE- Nel mese di agosto 2017, secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettivita’ (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,3% su base mensile e dell’1,2% rispetto ad agosto 2016 (era +1,1% a luglio). E’ quanto rileva l’Istat. La lieve ripresa dell’Inflazione si deve principalmente ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati, la cui crescita si porta a +4,3% (da +2,1% del mese precedente) e alla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+4,4%, in accelerazione dal +3,2% di luglio). L'”Inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale di due decimi di punto percentuale (+1,0% da +0,8% di luglio), mentre quella al netto dei soli Beni energetici si attesta a +0,9% (come nel mese precedente). L’incremento su base mensile dell’indice generale e’ ascrivibile in larga parte ai rialzi dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,4%), il cui andamento e’ influenzato da fattori stagionali.
Su base annua accelera la crescita dei prezzi sia dei beni (+0,9% da +0,8% di luglio) sia dei servizi (+1,6% da +1,3%) Ad agosto, quindi, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si conferma positivo e pari a +0,7 punti percentuali. L’Inflazione acquisita per il 2017 e’ pari a +1,4% per l’indice generale e +1,0% per la componente di fondo. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% su base mensile e dello 0,6% su base annua (era +0,8% a luglio). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto salgono dello 0,1% in termini congiunturali e dell’1,0% in termini tendenziali (in accelerazione di un decimo di punto percentuale rispetto al mese precedente). Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,1% su base mensile e dell’1,4% su base annua (era +1,2% a luglio).