Grillo dal suo blog da’ ‘l’addio a Renzi’ e chiede che si voti al piu’ presto e con l’Italicum che, corretto, si puo’ usare pure per il Senato. M5s ‘pronti a governare’. Salvini dichiara che la Lega non sosterra’ alcun governo che ‘tiri a campare’ e chiede elezioni al piu’ presto. Brunetta respinge l’ipotesi di eventuali governi di scopo: ‘Il Pd ha il diritto e l’obbligo di assicurare il governo del Paese, perche’ ha la maggioranza parlamentare. Forza Italia e’ stata ed e’ all’opposizione’.
Dimissioni di Matteo Renzi congelate fino all’approvazione della legge di Bilancio? Nonostante la richiesta di tornare al piu’ presto alle elezioni, il Movimento 5 Stelle – secondo quanto si apprende – non si opporrebbe a questa eventualita’ perche’, viene spiegato da fonti autorevoli di M5S, “rientrerebbe in un atteggiamento istituzionale e responsabile” e perche’ “la legge di Bilancio genera conseguenze anche fuori dall’Italia”. L’importante, viene spiegato ancora, e’ che non passi piu’ di una settimana. Nel day after della vittoria schiacciante del No al referendum costituzionale, nel Movimento 5 Stelle si respira un clima di soddisfazione. La vittoria e’ stata cosi’ al di sopra di ogni previsione da regalare un grande entusiasmo e una visione ancora piu’ ottimista sul futuro 5 Stelle. Secondo quanto viene riferito, anche Beppe Grillo – rimasto chiuso nella sua casa a Genova – sarebbe entusiasta del risultato e possibilista, ancora di piu’, su un approdo in tempi brevi ad un governo nazionale targato M5S. L’unico monito riguarda la compattezza: l’invito del leader 5 Stelle ai suoi e’ di restare uniti e di non scivolare in inutili polemiche. Monito che arriva in vista dell’assemblea congiunta di domani sera che vedra’ i parlamentari 5 Stelle fare il punto sui passi da seguire in questa fase delicata dopo la vittoria dei No e l’annuncio delle dimissioni di Renzi, per quanto ‘congelate’.
Silvio Berlusconi non ci mette alcun carico sulla sconfitta di Renzi al referendum. In una nota sottolinea come si sia scongiurato il pericolo di “un uomo solo al comando” ma non fa alcun accenno alle sorti del premier. Dice pero’ che “il Pd ha un’ampia maggioranza in Parlamento” e quindi spetta al partito democratico “formare un governo per mettere in sicurezza la manovra e varare la legge elettorale”. Il Cavaliere resta ad Arcore, domani a pranzo vedra’ i vertici del partito e forse tornera’ nel pomeriggio a Roma, anche per prepararsi alle consultazioni al Colle: sara’ lui a guidare la delegazione, “abbiamo fiducia nel ruolo di garante del Capo dello Stato”, osserva, “vigilera’ certamente su questa fase delicata con equilibrio e imparzialita’ e individuera’ la soluzione piu’ corretta per assicurare agli italiani in tempi brevi la possibilita’ di votare”.
Berlusconi vuole capire chi sara’ a guidare la transizione r come si evolvera’ il confronto nel Pd. Il Cavaliere punta dritto sulla legge elettorale e ribadisce di essere disponibile ad un tavolo, anche con il segretario dem, sul proporzionale. Con la legge proporzionale saremo piu’ liberi e decisivi, potremmo dettare condizioni, ha ribadito ai suoi. L’obiettivo e’ tornare al centro del ring ma con Salvini si e’ definito un percorso comune che arriva perlomeno al pronunciamento della Consulta sull’Italicum. Fino ad allora il premier e il segretario del Carroccio non si divideranno: ovvero resta il no ad un governo di scopo. Non appoggeremo alcun esecutivo tecnico, ha sottolineato oggi con i ‘big’ del Pd. In realta’ tra i dirigenti azzurri c’e’ il timore che l’ex premier possa agire da solo e intavolare un accordo con il Pd sul sistema di voto senza tener conto degli orientamenti dei gruppi. Non per altro questa mattina si sono visti alla Camera Toti, Brunetta e gli esponenti dell’ala ‘barricadera’ del partito. La consapevolezza tra i cosiddetti ‘trumpisti’ del centrodestra e’ che il Cavaliere possa giocare a logorare gli altri ‘competitor’ della coalizione e intestarsi una partita in proprio. Domani Salvini riunira’ i gruppi parlamentari e la vecchia guardia gli chiedera’ di cercare un accordo con FI sulla legge elettorale per andare poi al voto, cosi’ come invoca sia il segretario del partito di via Bellerio che Giorgia Meloni. I due leader di Lega e Fdi intendono accelerare sulle primarie. L’iniziativa di Salvini al Politeama di Palermo il 17 dicembre viene interpretata come il ‘battesimo’ della cosiddetta ‘Lega Italia’ e il primo rilancio sul tema della competizione interna per la futura leaderhip. Contemporaneamente Fitto terra’ un’iniziativa anche a Roma, ma il Cavaliere ha impartito un diktat al partito: nessuno parli di primarie, chi lo fa si mette fuori dal perimetro di Forza Italia. Il ragionamento e’ sempre lo stesso: se si andasse sulla proporzionale e’ inutile puntare sulle primarie, ma non e’ escluso che nel dialogo in corso tra Berlusconi e Salvini (si sono sentiti anche oggi) possano avvicinarsi le posizioni anche su questo tema, perlomeno sui tempi.
Ora non possono fare a meno di Fi. Dopo la sconfitta dei Sì che ha portato Matteo Renzi alle dimissioni, Silvio Berlusconi vuole far sentire tutto il suo ‘ritrovato’ peso politico di federatore del blocco moderato. Innanzitutto, il Cav (che domani farà il punto con i vertici del partito ad Arcore) vuole smarcarsi dal No degli alleati Salvini-Meloni e da quello di Beppe Grillo, che subito si sono intestati la vittoria referendaria. L’obiettivo dell’ex premier è rivendicare la propria leadership nella veste di king maker in un centrodestra tutto da ridisegnare per partecipare da protagonista al tavolo delle trattative sull’Italicum e non lasciare la scena a M5S e Lega. Non a caso, nel corso della giornata i colonnelli azzurri hanno voluto sottolineare quanto ”Berlusconi sia stato decisivo per la vittoria del No”: da Gregorio Fontana, responsabile organizzativo del partito (”Il risultato del referendum premia l’impegno di Berlusconi, risultato determinante per la vittoria del No”) a Maurizio Gasparri (”Ora Fi è decisiva”). Con una nota a fine serata il presidente forzista, raccontano, ha poi voluto poi mandare un messaggio anche al Colle in vista delle consultazioni, ritagliandosi quel ruolo di forza responsabile e moderata, pronto a collaborare per il bene del Paese: ”Abbiamo fiducia nel ruolo di garante del Capo dello Stato che vigilerà certamente su questa fase delicata con equilibrio e imparzialità”.