‘MENO TASSE A CHI INVESTE SUI TITOLI ITALIANI’
Una dichiarazione integrativa, con il pagamento di una flat tax al 15% per chi non ha contenzioso in corso e fa emergere somme fino a 200 mila euro che non derivino da attivita’ illecite o frodi fiscali. Sarebbe questa l’ultima ipotesi di lavoro sulla pace fiscale, che il governo punta a introdurre con la manovra o con il decreto fiscale collegato. Non ci saranno quindi sconti penali e sarebbero esclusi i grandi evasori. Il vicepremier Salvini fa sapere che ‘e’ possibile pensare a nuove emissioni di titoli facendo pagare meno tasse a chi investe nel proprio Paese’. Asta Bot, tasso a 1 anno rivede i massimi da 5 anni
Il tetto della pace fiscale scende a 200mila euro. Potrebbe essere questo il compromesso raggiunto da Lega e M5S su una delle misure piu’ attese della manovra e che dovrebbe essere inserita nel decreto fiscale in arrivo entro lunedi’. Un provvedimento nel quale potrebbe anche rientrare lo stralcio delle mini cartelle. L’idea sintetizzata dal sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci e’ quella di far pagare solo il 40% degli importi sui ruoli sotto la soglia dei mille o dei cinquemila euro, escludendo attivita’ illecite e frodi fiscali. Si riuscirebbe cosi’ a inglobare nell’operazione “il 55% del ‘magazzino’ complessivo” dei crediti non riscossi, spiega Bitonci, secondo cui ad essere coinvolti sarebbero “quasi 15 milioni di contribuenti”. Nulla e’ pero’ ancora deciso ufficialmente viste le diverse impostazioni in tema fiscale delle due forze di maggioranza. Oltre che sulla soglia per la sanatoria, che nelle intenzioni della Lega avrebbe potuto attestarsi intorno al milione di euro, un altro dei motivi del contendere e’ su quali redditi applicare gli sconti. La Lega vorrebbe includere quelli non integralmente dichiarati, puntando sull’ipotesi di dichiarazione integrativa con flat tax al 15% sostitutiva di Irpef, addizionali comunali e regionali, Ires e Irap, valida per i redditi non dichiarati negli ultimi cinque anni risalendo cosi’ fino al 2013. Una soluzione simile a quella gia’ praticata dall’ex ministro Giulio Tremonti con il governo Berlusconi e che frutto’ circa 20 miliardi di euro, ma che forse proprio per questo i pentastellati rifiutano. Il Movimento 5 Stelle insisterebbe infatti su un’operazione esclusivamente sui redditi gia’ dichiarati al fisco. Ad rassicurarli potrebbe essere il fatto che non ci saranno sconti penali e saranno esclusi illeciti e frodi fiscali. “La pace fiscale riguarda solo chi ha fatto la dichiarazione dei redditi. L’obiettivo e’ che lo Stato convochi queste persone e dica loro: ‘quanto puoi darmi per tornare a lavorare e pagare le tasse?’. I tecnici lavorano sulle soglie”, dice il leader della Lega Matteo Salvini senza pero’ sciogliere il nodo definitivamente. Entro venerdi’, o al piu’ tardi lunedi’, assicura il vicepremier il decreto legge arrivera’ comunque in Consiglio dei ministri nonostante la frenata degli ultimi giorni dovuta proprio ai contrasti all’interno del governo. Per le mini cartelle gli ostacoli sembrano invece superati. La scelta di fissare la soglia delle somme da pagare al 40% permetterebbe infatti di non creare disparita’ con chi ha gia’ aderito alla rottamazione bis e con la prima rata ha quindi gia’ versato proprio il 40% del dovuto.