Il ministro dell’economia Padoan alla Camera assicura, ”il sistema bancario italiano non e’ in una situazione di crisi sistemica ne’ fonte di vulnerabilita’ per altri sistemi bancari”. E aggiunge che ”Atlante e’ un’opportunita’, ma non intendiamo forzare nessuna scelta di adesione al fondo”. Intanto le borse europee hanno chiuso una seduta contrastata, con Milano che ha fatto segnare un +0,2%. Il listino e’ stato trascinato da Fca (+8,2%), dopo le indiscrezioni sulla possibile cessione di Magneti Marelli a Samsung. Mps ha chiuso in crescita (+1,8%), come Bper (+4%) e Bpm (+1,3%). Intesa ha perso lo 0,55%, Ubi lo 0,59% e Unicredit il 2,2%.
Le banche italiane non sono “in crisi sistemica” e non rappresentano un rischio per gli altri sistemi bancari. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, difende la solidita’ del sistema creditizio italiano nel corso di un’informativa urgente alla Camera. L’onda lunga degli stress test continua ad agitare i mercati e infiamma il dibattito politico. E il ministro ne approfitta per mettere a tacere quelle che definisce “polemiche inconsulte” che vanno avanti da settimane. “Il Governo – osserva – e’ stato accusato alternativamente di non aver fatto nulla o al contrario di avere interferito oltre le proprie prerogative. Molto spesso le polemiche si sono basate su informazioni del tutto fantasiose e strumentalizzazioni che finiscono per nuocere al settore e al Paese”. Per Padoan, il risultato degli stress test “conferma la resilienza” delle banche italiane perche’, assicura, “il sistema bancario italiano non e’ in una situazione di crisi sistemica ne’ fonte di vulnerabilita’ per altri sistemi bancari”. Il ministro difende l’operato del governo che “ha lavorato su piu’ fronti”, con le autorita’ di vigilanza bancaria e con la Commissione europea, portando avanti una strategia basata “sullo sfruttamento delle sinergie tra intervento pubblico e iniziativa del mercato”. All’origine dei problemi del sistema bancario, riconosce Padoan, “ci sono numerosi fattori: la crisi economica, rigidita’ strutturali che si sono accumulate nel tempo e a cui la politica non ha dedicato attenzione, in alcuni casi gli errori del management, in altri casi la condotta illecita del management”. “Davanti alle responsabilita’ penali di singoli individui – afferma – la posizione del Governo e’ molto chiara: chi ha sbagliato deve pagare e noi siamo come sempre fiduciosi nell’azione della magistratura e favorevoli alle azioni di responsabilita’ da parte dei nuovi organi amministrativi”.