FRANCESCO COMMOSSO A PREGHIERA CON VITTIME ED EX GUERRIGLIERI
“Colombia, apri il tuo cuore di popolo di Dio e lasciati riconciliare. Non temere la verita’ ne’ la giustizia”. L’invocazione del Papa e’ stato tra i momenti ‘clou’ dell’incontro di preghiera per la Riconciliazione Nazionale a Villavicencio, in Colombia, davanti a seimila tra vittime della violenza che negli ultimi decenni ha sconvolto il Paese, ex guerriglieri, ex paramilitari, poliziotti. “Cari colombiani – ha detto – non abbiate timore di chiedere e di offrire il perdono”.
“Colombia, apri il tuo cuore di popolo di Dio e lasciati riconciliare. Non temere la verita’ ne’ la giustizia. Cari colombiani: non abbiate timore di chiedere e di offrire il perdono. Non fate resistenza alla riconciliazione che vi fa avvicinare, ritrovare come fratelli e superare le inimicizie. E’ ora di sanare ferite, di gettare ponti, di limare differenze. E’ l’ora di spegnere gli odi, rinunciare alle vendette e aprirsi alla convivenza basata sulla giustizia, sulla verita’ e sulla creazione di un’autentica cultura dell’incontro fraterno”. Cosi’ il Papa.
“Che possiamo abitare in armonia e fraternita’, come vuole il Signore! Chiediamo di essere costruttori di pace; che la’ dove c’e’ odio e risentimento, possiamo mettere amore e misericordia”, ha detto il Pontefice, parlando “come fratello e come padre” e rifacendosi a una preghiera attribuita a Francesco d’Assisi, durante il grande incontro di preghiera per la Riconciliazione Nazionale a Villavicencio. “Fin dal primo giorno – ha detto a proposito dell’incontro cui partecipano vittime della violenza, ex guerriglieri, ex paramilitari e agenti di polizia – ho desiderato che venisse questo momento del nostro incontro. Voi portate nel vostro cuore e nella vostra carne le impronte della storia viva e recente del vostro popolo, segnata da eventi tragici ma anche piena di gesti eroici, di grande umanita’ e di alto valore spirituale di fede e di speranza”. Il Papa si e’ detto consapevole di trovarsi “come Mose’, su una terra sacra”: “una terra irrigata con il sangue di migliaia di vittime innocenti e col dolore lacerante dei loro familiari e conoscenti”. “Ferite che stentano a cicatrizzarsi – ha osservato – e che ci addolorano tutti, perche’ ogni violenza commessa contro un essere umano e’ una ferita nella carne dell’umanita’; ogni morte violenta ci ‘diminuisce’ come persone”. “Se me lo permettete, vorrei anche abbracciarvi e piangere con voi, vorrei che pregassimo insieme e che ci perdoniamo – anch’io devo chiedere perdono – e che cosi’, tutti insieme, possiamo guardare e andare avanti con fede e speranza”, ha aggiunto .
“Sono tanti quelli che non riescono a perdonare, ma oggi riceviamo una lezione di teologia: Dio perdona in me”. Papa Francesco ha risposto con queste parole al saluto, accompagnato dalle note struggenti di un violino, che gli hanno fatto in serata davanti alla Nunziatura. Erano presenti gruppi di vittime della violenza, militari, agenti ed ex guerriglieri, che a poche ore dalla veglia di preghiera per la riconciliazione che si sono radunati davanti alla “casa del Papa” a Bogota’ per testimoniare anche loro che anche dopo piu’ di 50 anni di guerra civile, con gravi violazioni dei diritti umani da entrambe le parti, perdonare e’ possibile.
“Santo Padre, la Colombia e’ un ospedale da campo”, ha detto nel microfono una signora, quando e’ stato il suo turno di salutare Francesco. “Grazie – ha replicato il Papa – per l’ospedale da campo, grazie perche’ le porte sono state aperte e rimangono aperte, grazie per coloro che spingono ad entrare perche’ guardano da lontano, vogliono entrare ma non sanno come. Grazie per sapere che uno e’ rimasto senza nulla e che quello che poteva fare ancora non riesce a farlo… Grazie per aver voluto proclamare questa frase che non dimentichero’ mai: ‘Dio perdona in me'”. “Tutta la Colombia – ha detto ancora Francesco – dovrebbe aprire le sue porte come questo ospedale da campo e lasciare che Gesu’ vi entri E noi impareremo dietro a Lui a sanare.. Grazie per quello che fate e grazie per quello che mi avete insegnato questa sera. Sotto la Croce c’era la Madre, era stata spogliata del suo figlio, aveva visto la sua tortura. Lei accompagni le donne colombiane e insegni loro, come lei, la strada da seguire”.