“Celebrare la Pasqua significa lasciare che Gesu’ vinca quell’atteggiamento pusillanime che tante volte ci assedia e cerca di seppellire ogni tipo di speranza”. Papa Francesco ha commentato cosi’ il messaggio della Risurrezione nell’omelia pronunciata in San Pietro durante la veglia pasquale, prima di conferire i sacramenti dell’iniziazione cristiana a 8 neofiti, tra i quali il nigeriano John Ogah, l’immigrato nigeriano che ha salvato la vita ai clienti del supermercato di Centocelle disarmando a mani nude un malvivente armato di mannaia.
“La tomba vuota – ha spiegato Francesco – vuole sfidare, smuovere, interrogare, ma soprattutto vuole incoraggiarci a credere e ad aver fiducia che Dio ‘avviene’ in qualsiasi situazione, in qualsiasi persona, e che la sua luce puo’ arrivare negli angoli piu’ imprevedibili e piu’ chiusi dell’esistenza”. La Risurrezione, ha insistito il Papa, “e’ il fondamento e la forza che abbiamo come cristiani per spendere la nostra vita e la nostra energia, intelligenza, affetti e volonta’ nel ricercare e specialmente nel generare cammini di dignita’. Non e’ qui E’ risorto! E’ l’annuncio che sostiene la nostra speranza e la trasforma in gesti concreti di carita’”.
“Quanto abbiamo bisogno di lasciare che la nostra fragilita’ sia unta da questa esperienza!”, ha esclamato il Papa. “Quanto – ha elencato – abbiamo bisogno che la nostra fede sia rinnovata, che i nostri miopi orizzonti siano messi in discussione e rinnovati da questo annuncio! Egli e’ risorto e con Lui risorge la nostra speranza creativa per affrontare i problemi attuali, perche’ sappiamo che non siamo soli”. “Celebrare la Pasqua – ha ricordato ancora Bergoglio – significa credere nuovamente che Dio irrompe e non cessa di irrompere nelle nostre storie, sfidando i nostri determinismi uniformanti e paralizzanti. Celebrare la Pasqua significa lasciare che Gesu’ vinca quell’atteggiamento pusillanime che tante volte ci assedia e cerca di seppellire ogni tipo di speranza”. “La pietra del sepolcro – ha osservato allora Francesco – ha fatto la sua parte, le donne hanno fatto la loro parte, adesso l’invito viene rivolto ancora una volta a voi e a me: invito a rompere le abitudini ripetitive, a rinnovare la nostra vita, le nostre scelte e la nostra esistenza. Un invito che ci viene rivolto la’ dove ci troviamo, in cio’ che facciamo e che siamo; con la ‘quota di potere’ che abbiamo. Vogliamo partecipare a questo annuncio di vita o resteremo muti davanti agli avvenimenti? Non e’ qui, e’ risorto! E ti aspetta in Galilea, ti invita a tornare al tempo e al luogo del primo amore, per dirti: ‘Non avere paura, seguimi'”.